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Issues | Like the wind

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Lo chiamano running. Una volta lo chiamavano footing. O jogging. Per me è sempre e solo stata corsa, l’arte di esplorare il mondo all’unica velocità che è davvero tua e soltanto tua, quella dei tuoi piedi.
C’è chi corre per dimagrire, chi per rilassarsi, depurarsi, decomprimere lo stress di cinque giorni tra traffico e ufficio, avere una scusa per starsene lontani dalla propria moglie, passare un po’ di tempo con gli amici o con le amiche, rimorchiare altri runner, scappare da sé stessi o anche soltanto per poter dire/twittare di star facendo running.

A differenza di quel che succedeva fino a qualche anno fa, quando la stragrande maggioranza di chi andava a correre lo faceva con un paio di sneaker qualsiasi e al massimo portava con sé la propria colonna sonora grazie al walkmen o la radiolina, oggi il runner ha intere collezioni di scarpe dedicate alla propria passione/sport, tutta la musica del mondo dentro a uno smartphone e una quantità incredibile di app che misurano, tracciano, geolocalizzano, fanno grafici e tengono al posto tuo il diario aggiornato di ogni corsa.

Quel che mancava, forse, era una rivista ritagliata su misura per chi corre. O, meglio, una rivista fatta bene ritagliata su misura per chi corre. Da oggi c’è e si chiama Like the wind. Si tratta di un progetto inglese ispirato a magazine come The Ride Journal, e Rouleur (entrambi dedicati però alla bici) quindi è facile aspettarsi da Like the wind—che tra l’altro fa larghissimo uso dell’illustrazione, a partire dalla copertina—storie e reportage più che recensioni sulle suddette scarpe ed applicazioni.
Il primo numero è uscito appena qualche giorno fa e si può acquistare online.

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co-fondatore e direttore

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