12 luoghi del Bel Paese da visitare, mangiare e bere

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Abbiamo chiesto a Carla Capalbo, viaggiatrice, degustatrice, scrittrice, fotografa ed autrice per Decanter e Zester Daily, di creare per noi un tour in dodici tappe alla (ri)scoperta delle eccellenze enogastronomiche del nostro Paese.

Consiglio spesso ai miei amici stranieri dei posti da visitare in Italia, in particolare consiglio posti legati in qualche modo ai miei amici “del cibo e del vino”. Dove trovare il miglior cioccolato, la pasta migliore, posti che, come direbbe l’Uomo Michelin, sa soli valgono il viaggio.

On the Foodie Trail

Prima tappa, Pisa: il problema con il cioccolato di Paul De Bondt è che una volta che si assaggia non si riesce più a mangiare altro cioccolato! È successo a me e ora è successo anche a mia madre: per i nostri palati, nessun altro cioccolatiere offre lo stesso equilibrio, la stessa complessità e la diversità del loro cioccolato. Non solo, produce anche ottimi agrumi canditi e lavora molte varietà di peperoncino per le sue “barrette a tema”.

Quando i miei amici inglesi dicono di voler andare in Campania, consiglio sempre di rimanere qualche giorno in più per esplorare l’entroterra, farò lo stesso con voi! Per me, è lì che ancora esiste l’Italia sconosciuta ai più, nei paesini piccoli dove è ancora una rarità incontrare stranieri. Visitate per esempio l’Irpinia. L’Irpinia ha tutto: grandi vini come l’Aglianico, ristoranti a prezzi accessibili e piatti unici—come la pasta cecaluccoli fatta a mano con acqua e farina—e che potrete gustare anche in ristoranti come La Locanda di Bu e Trattoria dello chef Antonio Pisaniello.

Un’altra tappa obbligatoria sulle tracce del cibo in Campania è a Sant’Anastasia, uno fra l’anello di paesi che circondano la base del Vesuvio. Qui è dove Vincenzo D’Alessandro produce il suo grande nocino, Nucillo (versione napoletana del nocino). «Nella tradizione napoletana, la ricetta per il dosaggio delle spezie del Nucillo è sempre tenuta dalle donne della famiglia», dice l’amabile Vincenzo. Così, anche lui non la conosce. Le donne della sua famiglia gestiscono anche uno dei miei ristoranti preferiti in Italia: Trattoria E’ Curti … un doppiamente buon motivo per andare a Sant’Anastasia.

Ora che la mania per l’aceto balsamico è diventata virale (se solo fosse stato per il vero aceto tradizionale invece che per la roba marrone e sciropposa del supermercato) è il momento di puntare l’attenzione degli amici pazzi per l’aceto in una nuova direzione. Andrea Bezzecchi di Acetaia San Giacomo, in provincia di Reggio Emilia, produce un insolito aceto di mele chiamato BalsaMela, che porta un tocco meloso al palato balsamico. Andrea è membro di un piccolo gruppo di eccellenti produttori di aceto: Amici Acidi.

Un altro membro del gruppo Amici Acidi, Josko Sirk, produce aceti di vino puro a Cormòns nel Collio. Non solo, gestisce con la sua famiglia un altro dei miei ristoranti “must visit”: La Subida. Il Collio è un’altra delle mie zone preferite da raccomandare ai viaggiatori wine-lover. Ci si può fermare presso l’agriturismo di Savina Keber e visitare le belle aziende vinicole della zona che si specializzano nei vini bianchi locali, alcuni tra i più grandi vini bianchi d’Italia.

Tutto ad un tratto, un sacco di aziende vinicole in Italia, dall’Emilia Romagna alla Sicilia, stanno sperimentando la produzione di vini in anfore georgiane … o “qvevri”, come vengono chiamate in Georgia. Il pioniere italiano è stato Josko Gravner, che produce i suoi vini nel qvevri seppellendoli nella sua cantina per molti anni. Lui è un buon motivo per visitare Oslavia, l’epicentro del movimento del vino macerato e naturale italiano, ma non andate senza appuntamento.

Sono sempre stata interessata ai bordi esterni d’Italia dove le vibrazioni cross-culturali possono ancora essere sentite. Gorizia—una città da sempre a cavallo tra due paesi—merita una visita, se siete nel Collio e sul Carso in giro per i vini. Sabato mattina c’è un grande mercato coperto in una costruzione in ferro e vetro che risale al 1927. Dopo di che, potete andare a pranzo al Ristorante Majda, dove una madre e figlia gestiscono uno dei ristoranti più piacevoli della zona.

Molte delle belle città della pianura padana—da Mantova a Ferrara o anche Parma—non sono ben note ai turisti stranieri, più affezionati al triangolo Venezia-Firenze-Roma. Mi piace mandare gli amici a visitare queste città culturalmente ricche, per godermi poi i loro eccitati racconti, perciò le consiglio anche con voi! Di recente ho trascorso una settimana a mangiare a Mantova e mi sono innamorata dei piatti della tradizione realizzati da grandi chef donne, da Nadia Santini del Ristorante dal Pescatore a Sandra Martini del Ristorante Il Cigno e Vera Caffini dell’Aquila Nigra. Non perdetevi i loro tortelli di zucca.

Uno dei miei vini italiani preferiti è Marsala—cioè il grande Marsala del compianto Marco De Bartoli. I suoi figli stanno portando avanti la sua tradizione e continuano a fare il vino straordinario che lui ha così nobilmente salvato dal declino molti anni fa. Adoro la piccola splendente città di Marsala, e quando sono lì io non rinuncio mai ad una visita a Samperi, la cantina di De Bartoli, per un pasto cucinato in casa lì. Del resto a loro non importa quante persone porto con me.

I viaggiatori amanti del cibo amano tornare alle radici della tradizione alimentare. Quindi, per sperimentare le origini di Slow Food (che molti stranieri non si rendono conto essere un movimento Made in Italy) li mando a Bra. Stando lì è più facile capire il motivo per cui Carlo Petrini e i suoi amici sono stati spinti a difendere i piccoli produttori agroalimentari e l’importanza delle tradizioni. Lui è un eroe e voi andate a Bra!

Bologna è un’altra delle città che viene spesso trascurata dai viaggiatori stranieri, ma le sue offerte sono molte e deliziose. Enologica di questo autunno mi ha offerto un ottimo motivo per visitare Bologna e degustare i vini up-and-coming dell’Emilia Romagna. Speriamo che anche il prossimo anno la fiera si terrà nello splendido Palazzo Re Enzo. Voi vedete di non mancare, perché è impossibile essere più in centro di così.

Un’ultima tappa sul vulcano, questa volta sul Monte Etna, parete nord. Sulla spettacolare strada nera che si inerpica intorno alla base, tra Passopisciaro e Randazzo troverete alcune delle migliori aziende vinicole (Girolamo Russo, Tenuta delle Terre Nere, Cornelissen) e dei posti per mangiare. Tra questi da non perdere la Trattoria San Giorgio e il Drago a Randazzo, per una cucinare casalinga, in stile Etna. Dopo pranzo potete passare per un caffè e un pezzo di torta al pistacchio alla Pasticceria Da Arturo.