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Jane & Serge. A Family Album

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Un innovatore e un anarchico, un genio dell’ironia e del politicamente scorretto, gran fumatore, uno tra i “brutti” più affascinanti nella storia della cultura pop, di cui ha contribuito ad innalzare il livello non solo con la sua musica ma anche attraverso il cinema e la letteratura (nell’80 scrisse una sorta di autobiografia trasformandola però nella biografia di un artista di nome Evguénie Sokolov, sofferente di meteorismo ed emorroidi fin dalla nascita).

Forse il vero genio di Serge Gainsbourg—nome d’arte di Lucien Ginsburg, figlio di ebrei russi emigrati in Francia dopo la rivoluzione russa—stava nella capacità di frullare gli input più disparati (dal jazz ai ritmi caraibici, dalla classica chanson francese alla musica tribale africana, dalla psichedelia alla disco music) per tirarne fuori dei capolavori di melodia, arrangiamento e testi che arrivavano sempre al momento giusto, anzi sempre un attimo prima del momento giusto, in una continua e divertita sfida—la sigaretta in bocca, gli occhi sgranati, la bocca arricciata in un sorrisetto malizioso—alla morale comune, di cui amava prendersi gioco facendo ben attenzione a spalancare le finestre per dare aria alle stanze chiuse della cultura, assicurandosi poi che nessuno passasse a richiuderle, spianando a modo suo la strada per moltissimi artisti che sarebbero arrivato dopo di lui.

Dopo due matrimoni ed una breve liason con Brigitte Bardot, nel ’68 Gainsbourg conobbe Jane Birkin, ventiduenne inglese di buona famiglia, durante la lavorazione di Slogan, film tutt’altro che indimenticabile ma con una splendida colonna sonora, scritta appunto da Gainsbourg. All’epoca la Birkin, che ebbe per la prima volta il ruolo da protagonista dopo una serie di piccole apparizioni al cinema (tra cui Blowup di Antonioni), era sposata con John Barry, l’autore del celebre tema di James Bond.

La relazione della Birkin con Gainsbourg durò 12 anni (ebbero anche una figlia, la brava attrice Charlotte Gainsbourg), durante i quali i due lavorarono intensamente soprattutto in campo discografico, sfornando una serie di capolavori e pezzi senza tempo tra cui quel Je t’aime… moi non plus che scandalizzò il mondo.

Coppia simbolo degli anni ’70, di “Serge & Jane” rimangono oggi, oltre ai film, tutta una serie di video, immagini, articoli e biografie ma forse nessuna pubblicazione è andata a pescare nell’intimo, nel quotidiano della loro vita di coppia come Jane & Serge. A Family Album, libro appena pubblicato da Taschen (a cura della fotografa Alison Castle) che mostra le foto scattate all’epoca da Andrew Brikin, fratello di Jane oltre che regista e sceneggiatore (co-autore, tra le altre cose, della sceneggiatura de Il nome della rosa), che all’epoca della relazione tra sua sorella e il grande cantautore francese portava sempre con sé—come racconta in un bell’articolo, pieno di aneddoti, uscito qualche settimana fa sul Telegraph—una macchina fotografica.

@Andrew Birkin/Taschen
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