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Krug En Voyage by Moynat

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Anche chi non parla una sola parola di francese intuisce fin dal titolo che quella che vi racconto oggi è una storia di viaggio, anzi di molti viaggi.
Viaggi nello spazio, viaggi nel tempo, viaggi virtuali, viaggi fatti, viaggi che verranno.

Quello che mi riguarda inizia durante il caldo luglio 2012, quando insieme a giornalisti provenienti da tutto il mondo, sono stata a Reims per visitare la Maison Krug durante la prima edizione della Krug Celebration Week. Allora, durante la cena di gala, parlando con Olivier, sesta generazione Krug, gli chiesi come mai loro fossero tra le poche Maison a non puntare troppo sull’immagine a non stringere collaborazioni eccellenti con designer e artisti per la creazione di packaging, bicchieri o ammennicoli vari. Cordiale, ma fermo, mi rispose che chi fa ottimo vino non ha bisogno di vendere altro.

Olivier & Company (e per Company intendo il gruppo LVMH, che da qualche anno detiene la maggioranza delle quote societarie della Maison Krug) devono, almeno in parte, aver cambiato idea, perché io e qualche decina di giornalisti provenienti da tutto il mondo ça va sans dire ci ritroviamo a Parigi in una piovosa e suggestiva giornata di metà settembre, per la presentazione di Krug En Voyage by Moynat.
Krug En Voyage by Moynat è una bellissima custodia di pelle e serve per rivestire Krug Grande Cuvée durante i viaggi. Per mari, monti, vallate e città, ovunque vorrete portare la vostra bottiglia di Krug Grande Cuvée, il morbido abbraccio di pelle rossa della custodia la proteggerà per voi.

La storia di Krug En Voyage by Moynat è anche essa una storia di viaggi e avventure, di incontri e amicizia e una comune passione per la creatività di altissima qualità.

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Il primo viaggio di cui si deve parlare a proposito di questa collaborazione è un viaggio nel tempo. Correva l’anno 1878, a Parigi c’era l’Esposizione Universale, e Joseph Krug e Pauline Moynat, visionari fondatori delle due Maison, erano entrambi tra gli espositori. Pauline presentava il suo iconico baule picnic in cui ogni singola bottiglia era protetta da una propria custodia in pelle. Per chi non lo sapesse, Pauline Moynat fu tra i primi a produrre bagagli su misura che si adattassero agli specifici veicoli: auto, limousine o transatlantici. Joseph Krug esponeva i suoi vini e lo sapete, perché perfino io lo ho già scritto, era un avventuriero che aveva capito che la vera essenza dello Champagne è il piacere stesso. Superando il concetto di vintage per creare una Cuvée uguale a se stessa anno dopo anno, indipendentemente dagli effetti del clima.

Il viaggio odierno è uno dei tanti compiuti da Olivier, pronipote di Joseph Krug e Direttore della Maison, che come ama dire ha sempre un piede nelle sue amate cantine e l’altro sui gradini di qualche angolo sperduto di mondo, raggiunto per condividere la sua passione per il suo champagne.
Olivier immagina il modo ideale per viaggiare accompagnati da una bottiglia di Krug; un modo pratico, comodo, ma anche bello ed esclusivo come il piacere di gustare lo champagne prodotto dalla Maison.
L’idea si fa più concreta quando, proprio durante un viaggio, Olivier incontra Ramesh. Ramesh Nair, direttore creativo della Maison Moynat.

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Krug En Voyage by Moynat prende così forma prima sui fogli pieni dei disegni di Ramesh e poi dalla pelle lavorata dalle abili mani delle artigiane Moynat.
Prezioso cuoio rosso non trattato, in modo da consentire all’usura del tempo, alla luce a cui viene esposto ed alle mani di chi lo tocca, di renderlo unico. Un cuore in legno, in due parti, fa da supporto alla pelle che viene cucita sopra e lasciata asciugare naturalmente nel corso di una settimana. Un abbraccio avvolgente, nella più sottile, leggera ed ergonomica delle forme nasce per proteggere la bottiglia di Krug Grande Cuvée.

Torniamo per un attimo ancora al mio di viaggio. In una Parigi avvolta da una magica luce settembrina, sotto una pioggia battente ho rincontrato tutta la “famiglia” Krug al gran completo per assistere, navigando sulla Senna, alla presentazione della bella collaborazione.

Ore di chiacchiere in una babele di lingue, ottimo champagne e cibo multietnico (piatti scandinavi, marocchini, francesi e americani si sono susseguiti stimolando le nostre papille, affinché l’idea del viaggio fosse sempre bene chiara anche a loro). Sulla classica due cavalli con autista in maglietta a strisce e cappello di paglia con banda rossa, che fa tanto Parigi, in barca navigando sulle rive un po’ increspate della Senna, in tuc-tuc in mezzo al convulso traffico parigino, proteggendosi dal freddo e dalla pioggia con coperte di pile e piumino. Tra i milioni di bottiglie di una delle più antiche enoteche parigine e in un bellissimo attico con vista strepitosa sul fiume.
Krug en Voyage non ha etichetta, non ne ha bisogno!

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