Save the date | La grande invasione

I festival della letteratura in Italia godono di ottima salute. Alta partecipazione, tantissime iniziative, sale conferenze sempre piene, il termometro della “conversazione attorno a”—uno dei santi Graal del marketing—a livelli da febbrone tropicale.
Eccezion fatta per la tv, di libri si parla come forse mai prima d’ora ma di libro come oggetto (edizioni pregiate, cartotecnica, progetto grafico, autoproduzioni di qualità), di libro come medium in trasformazione (ebooks, apps, tweetteratura), di libro come aggregatore (scrittura collettiva, user generated content), di marketing e comunicazione editoriale. Grande assente: la lettura. Che è un po’ come se si parlasse di cibo, si fotografasse il cibo, si facesse lo styling al cibo e si tenesse il mangiare in secondo piano. Cosa? Già succede?

E in tutto questo conversare, questo produrre metaletteratura istantanea fatta di dialoghi—spesso monologhi—che sviluppano in frammenti sparsi sui vari canali (social network, blog, riviste e quotidiani), rendendo tra l’altro assai complicato tenere le fila di tale conversazione, nonostante strumenti utilissimi come Storify, si legge sempre meno.

La soglia di attenzione del lettore si accorcia come la linea della vita di un fumatore accanito e se vale il detto per il quale ogni sigaretta ti toglie cinque minuti di vita, ogni tweet e post letto o scritto te ne tolgono altrettanti, non di vita ma di lettura con la L maiuscola: prendere parte attiva nella “discussione attorno al libro” ruba tempo al libro stesso e si finisce per allontanarsi da esso con un forza centrifuga che si autoalimenta chiacchiera dopo chiacchiera.
Il grande Borges tutto questo l’aveva già lucidamente capito e spiegato nel lontano 1930: «Ormai stanno scomparendo i lettori, nel senso ingenuo della parola, giacché tutti sono critici potenziali» scriveva nel saggio La superstizione etica del lettore, raccolto nel volume Discussione, del ’32.

Poi però capita che due realtà indipendenti, una libreria ed una casa editrice, impegnate dunque, anche se con ruoli diversi, sullo stesso fronte di battaglia, decidano di unire le forze ed organizzare insieme una grande invasione, anzi La Grande Invasione, non l’ennesimo festival letterario ma un festival dedicato alla lettura in ogni sua forma, organizzato da Minimum Fax insieme alla libreria di Ivrea e con il supporto dell’associazione Liberi di scegliere.

Il programma è ricchissimo, tra presentazioni, mostre, concerti, dialoghi e spettacoli, compresa una lungimirante sezione per i più piccoli—La piccola invasione—e coinvolgerà tutta la cittadina piemontese. Ci saranno personaggi della cultura e della musica, dello spettacolo, del giornalismo e dell’editoria, ma nessuno toglierà spazio alla vera protagonista del festival: la lettura e, quindi, i lettori tutti.

QUANDO: 20 – 23 giugno 2013
DOVE: Ivrea (To) | tutta la città

co-fondatore e direttore
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