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Magic

Fino a qualche tempo fa, secondo quel perverso contatore del tuo potere di influenzare le masse che è Klout, tra gli argomenti dei quali avrei potuto fregiarmi di avere una qualche influenza sul virtuale mondo di avatar che mi circondava c’era la magia.
Magia?!

D’accordo, una volta la massoneria ha ritwittato un mio articolo ma non è che basti questo per avere il patentino da occultista.
E, d’accordo, ho quasi costretto i miei compagni di seduta spiritica a stare tutta una notte ad ascoltare i vaghi piagnistei di uno spirito di serie D, un certo Quinto, vittima sedicenne o giù di lì di un’epidemia spagnola del ’14, che ci parlava—pure un po’ sgrammaticato, poveraccio—tramite una tazzina da caffè rovesciata; ma in quel caso si trattava di un appartamento pieno di post-studenti annoiati e un gatto nero a far da guida nell’aldilà. Può succedere.
Poi, certo, a diciassette anni in un capannone da qualche parte nella periferia di Londra ho visto un demone rosso che bucava braccia e gambe dall’alto di una torretta di carne umana multilingue e strafatta ma se mi chiedessero di testimoniare in proposito non potrei giurare di esser stato nel pieno delle mie facoltà. E all’epoca non c’era ancora la rete per come la conosciamo quindi Klout non può sapere. E se qualcuno dovesse aver messo online qualche traccia di quella serata spero vivamente che l’internet si rompa. Ora. E per sempre.

Magari saranno state le foto su Instagram? Ma son buoni tutti ad isolare le cose dal loro contesto!
Fatto sta che se ti fidi della stupidera artificiale di qualche algoritmo scritto da gente che vive di mentions, follow e strategia social, se hai qualche dubbio amletico in quanto a magia, sono qui per risolverlo.
E visto che c’è magia e magia, una che confina con la truffa e lo spettacolo ed un altra con lo spirito e la filosofia—e la seconda la sto studiando davvero: sono molto meno fricchettone di quanto non vorrei apparire ma molto di più di quanto appaio (?)—per la prima vedrò di attrezzarmi, magari con Magic, nuovo volume della Taschen dedicato alla storia e soprattutto all’estetica della magia degli illusionisti e degli impostori a partire dal ‘400 ed arrivando fino agli anni ’50 del Novecento.

544 pagine di materiale—poster rari, fotografie d’archivio, dipinti medievali—raccolti dai due autori: Mike Caveney, scrittore e mago di professione, autore di decine di libri sulla magia, e Jim Steinmeyer, illusionista, uomo di teatro ed anche lui autore magico (da non confondere con magico autore, esattamente come non bisogna dar ciecamente retta alle valutazioni di Klout—che analizza sì i dati dai social ma che non può calcolare autorevolezza, capacità, storia personale e credibilità nel mondo reale, e soprattutto può misurare la quantità ma non la qualità effettiva dell’influenza di qualcuno: dopotutto Flavia Vento ha un punteggio più alto di Umberto Eco…).

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