7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Grazia La Padula.

Ciao Grazia, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratrice?
Ciao, vivo a Roma dalla metà dei miei anni, che sono 32. Come professionista ho iniziato nel 2007. Ma come quasi tutti gli altri illustratori disegno da sempre e da sempre è quello che amo più fare.

Matita o penna grafica?
Entrambe, a seconda delle esigenze, ma più spesso la matita (e china, acquerelli, penne, pastelli…)
E ultimamente anche le dita, con il tablet.

Cosa fai quando non disegni?
Non resta molto tempo oltre al disegno.
Ogni tanto esco alla luce del sole o della luna, qualche concerto, mostre, una passeggiata. Penso a progetti futuri, ascolto musica, ballo (male) quando sono sola, canto (male) mentre lavo i piatti, tento con scarsi risultati di attenuare il disordine casalingo, cerco tempo per leggere, mi dedico allo streaming selvaggio, navigo… A volte disegno anche quando non disegno.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
Un prepotente, indomabile caos.
Penne, pennelli, colori, gomma, tanti tanti trucioli di gomma in memoria di tutte le tracce di matita defunte, bottigliette d’acqua, fazzoletti imbevuti d’inchiostro, piramidi di fogli, libri, auricolari, un omino di legno snodabile immobile da tempo, tessere scadute, biglietti da visita improbabili e tutto ciò che c’è da talmente tanto tempo da non notarne più la presenza. In mezzo una tavola di legno inclinata per disegnare.

Un disegno pesa quanto…
Quando tutto va bene pesa quanto una piuma.

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
Avrei detto La danza della realtà di Jodorowsky, ma la copertina di Moebius è perfetta ed ineguagliabile. Allora Le botteghe color cannella di Schulz oppure E l’asina vide l’angelo di Nick Cave. Mi ispirano visivamente.
Per i film, Mulholland drive o uno qualsiasi di Lynch, oppure La città perduta di Jeunet o ancora di Fellini. Anche se in realtà il massimo per me sarebbe arrivare a racchiudere in un’illustrazione o in un fumetto tutta la grandezza e la poesia de Il cielo sopra Berlino.

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
Il lato di me più cupo dice Stefano Bessoni, AkaB e Tiziano Angri.
Il mio lato più morbido Daniela Volpari, Daniela Tieni e Laura Iorio.
Ma ovviamente ce ne sarebbero ancora tantissimi altri.