#DomaniNo #CiSonoNotti | 101 tweet per arrivare a Torino

Giusto stamattina ammorbavo quelli che mi seguono su twitter con un po’ di domande:
– se twitti di un momento di solitudine quello rimane ancora tale?
– un tweet scritto sulla tazza del cesso sarà più intenso e concentrato di uno scritto in pausa caffé?
– un tweet urlato [scritto in maiuscolo] da uno senza followers fa rumore?
– e quello di un astronauta nello spazio sarà leggerissimo?

Ho dimenticato, però, la domanda fondamentale: quanto pesa un tweet? Fisicamente niente. Dopotutto sono solo bit, segnali elettrici che passano dentro a una serie di cavi, onde che volano per aria e finiscono in un server da qualche parte e da lì schizzano via, per arrivare davanti agli occhi di qualcuno o magari dimenticati in una timeline che scorre infinita nelle tue tasche mentre sei in coda alle Poste o fumare una sigaretta per strada.

Però idealmente ogni comunicazione, anche il minimo frammento, un peso ed un valore li ha. Un singolo bit—un solo carattere, un bip, un pixel vuoto—possono innescare un bomba da qualche parte, mandare in palla un computer, dare il via ad una transazione finanziaria miliardaria, farti sapere che qualcuno, da qualche parte, ti ama o comunicarti la morte di un amico, dire “ciao” alla sonda Voyager 1, che se ne va per lo spazio profondo a 18.567 miliardi di km sopra alla nostre teste.

Il tweet che ti chiedo di mandare, invece, vale 5km. Che se per il Voyager non sono nulla, per un giovane scrittore che deve arrivare al Salone Internazionale del Libro di Torino a presentare i suoi due romanzi fanno la differenza tra l’arrivare a destinazione o rimanere nel bel mezzo del nulla, su una piazzola di sosta dell’autostrada o fuori dal casello di Cesena Nord.

Lo scrittore in questione è Cristiano Carriero, che nella vita fa un sacco di cose, dal fischiare falli in un campo di pallone a uno di quei lavori 2.0 dal nome inglese che quando provi a spiegarli in italiano si fa fatica a credere che sia un lavoro vero. E, appunto, scrivere romanzi. Finora tre. Gli ultimi due—Domani No e Ci sono notti che non accadono mai—da presentare a Torino.

In un mercato editoriale dove si pubblica e ci si autopubblica a flusso continuo ma dove poi manca l’ingrediente fondamentale—colui che poi le pagine le sfoglia e possibilmente lo faccia dopo aver aperto il portafogli e sganciato qualche soldo: il lettore—forse è più importante che mai quantificare, pesare il sostegno dei tuoi lettori o potenziali tali. O almeno così la pensa Luna Margherita, amica di Cristiano e anche lei del settore “se ti spiego quel che faccio in italiano so già che mi sgancerai due euro per compassione”, che si è inventata questa campagna promozionale dove ogni tweet con tag #DomaniNo e #CiSonoNotti vale 5km.

Cristiano partirà domani alle 13,00 da Senigallia, nelle Marche, e dovrà fare più di 500km. Quindi 101 tweet (o condivisioni su facebook). O la va, e arriva, e mette pure la sua valigia con una copia di Domani No e chissà cos’altro in palio per uno dei twittatori; o la spacca, e svolta alla prima uscita o si blocca in Autogrill, a riflettere sulla vita grama davanti ad una Rustichella, mandando su tutte le furie il suo editore.
Domani alle 13,00 dunque, saprai quanto può “pesare” un tweet. 5 km. Per farlo volare sulla corsia di sorpasso o mettersi sulla destra e rallentare inesorabilmente verso la prima uscita.

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