Progetto Pronto Intervento

È cosa nota tra gli epatologi italiani che chiamare un call-center sia il sistema più rapido per farsi venire l’ulcera senza spendere un patrimonio in bevute. Nati—in teoria—per velocizzare la risoluzione dei problemi attraverso una semplice telefonata, la probabilità che tu ti imbatta in un cretino, addestrato o dis-addestrato per esserlo e farti così perdere la pazienza, con la conseguenza di mettere da parte lamentele, nobili intenti, semplici curiosità e optare per l’inazione, l’ignavia e l’indifferenza (molte cose brutte iniziano per i, hai notato?), si avvicina al 99% e arriva al 100% tondo quando la musichetta di attesa supera i 120 BPM—vivavoce o meno, non c’è scampo.

Né gli epatologi (che dovranno ricalibrare le statistiche) né il sottoscritto, però, potevano immaginare che tra quelle tele-fortezze impenetrabili che hanno preso il peggio della burocrazia all’italiana e l’hanno applicata a un centralino, ce ne fosse una che invece i problemi li risolve davvero. Si tratta di un progetto lontano anni luce—per dimensione, spirito ed etica—da un’azienda tradizionale e la chiamerei pure start-up se non odiassi il termine tanto quanto i call-center (un sacco di cose brutte hanno il trattino in mezzo, hai notato? Chiedi al centro-sinistra e vedi che fine ha fatto).

Fondato da tre giovani designers di base a Milano—Francesco Pace, Francesco Forcellini e Fabio Mennella—il Progetto Pronto Intervento, ma puoi chiamarlo (anzi devi chiamarlo, al telefono) 800.199.144, è un ibrido tra un’officina artigiana, l’amico che risolve i problemi e lo specialista che ti arriva a casa col furgoncino con su stampato il biglietto da visita formato gigante a riparare qualcosa, solo che invece di perdite d’acqua e gas, fogne da spurgare, o linee elettriche dopo un temporale o un happening di musica concreta con due lavatrici contemporaneamente in funzione, Progetto Pronto Intervento salva i tuoi vecchi mobili, dalla spazzatura innanzitutto, ma anche dal tuo cattivo gusto e/o dalla tua pigrizia cronica.

[voce calda da centralino]Vuoi riparare un mobile abbandonato in soffitta a cui tieni particolarmente? Hai preso in gestione un negozio con un arredamento malandato? Pensi che sia meglio riparare invece che buttare via tutto? Chiama al numero verde 800.199.144 e un operatore sara a tua disposizione.[fine voce calda da centralino]

Durante l’ultima design week milanese ho conosciuto due dei tre designers espressi del Progetto Pronto Intervento, che mi hanno raccontato come funziona.
Metti che hai appena vuotato la cantina di una vecchia zia gattara (ma non è essenziale che sia gattara) passata a miglior vita e che ti ritrovi con sedie senza pianale, tavoli senza zampe, scrivanie senza cassetto, scale senza pioli, lampade senza gambo… Il primo istinto—dopo l’ovvio punto interrogativo sullo stile di vita della zia—sarebbe di chiamare la nettezza urbana e far portar via tutto, o abbandonare nottetempo, col favore dell’oscurità, i mobili smobilitati accanto ai cassonetti, ché magari qualche volenteroso che se li porti via e se li ripari in domeniche pomeriggio da berretto rosso e canottiera ci sono sempre.

Ed è qui che entra in gioco l’800.199.144. Chiami, spieghi, ti accordi per mandare foto e misure e loro entro 48 ore ti fanno trovare bello bello un kit progettato su misura da artigiani e designers per dare nuova vita ai tuoi pezzi (a pezzi) d’arredamento, che poi potrai riparare da solo, magari trasformandoli in qualcos’altro, a prezzi da Leroy Merlin.
C’è anche la clausola soddisfatti e rimborsati, niente musichetta d’attesa fastidiosa e addirittura, se sei un pantofolaio nato, con un sovrapprezzo le riparazioni te le fanno loro.
Guardati le immagini e vedi quel che riescono a fare.

Nuda, 2013
Nuda, kit
Nuda, schema progetto e realizzazione
Nuda, particolare
Dina e Tina, 2012
Dina e Tina, schema progetto e realizzazione
Seggia, 2012
Seggia, schema progetto e realizzazione
Seggia, particolare
Cucciola, 2012
Cucciola, schema progetto e realizzazione
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