#Fotosociality | Terracava

Verne non fu il solo ad immaginare di poter fare un viaggio fino al centro della Terra. Fin dall’antichità ci furono pensatori, scienziati, esoteristi—oltre ovviamente agli scrittori—che formularono teorie secondo le quali il nostro pianeta, al suo interno, sarebbe vuoto (o giù di lì). Le speculazioni sul contenuto, poi, erano delle più varie: continenti perduti, civiltà di superuomini, una serie di gusci concentrici e, addirittura, un sole.
Proprio da questo filone mitologico-fantascientifico prende il nome Terracava, casa editrice indipendente fondata nel 2011 da vivaUltra, artista milanese di cui abbiamo già parlato in passato, al quale poco dopo si è affiancato Maurizio D’Apollo, che con vivaUltra lavora anche nella vita “reale”, quella da ufficio.

Entrambi vengono dall’illustrazione e, prima ancora, dal mondo degli skate e dei graffiti. Ma soprattutto entrambi sono da sempre appassionati di fanzines.
«Le nostre sono tutte fanzines fatte in casa: ci piace curarle dall’idea fino alla produzione finale, quindi letteralmente sudare sopra ogni numero che poi finirà nelle mani di chi lo compra», mi spiega Maurizio mentre visito il loro banchetto al Fruit, la fiera/mercato dedicata alle autoproduzioni e all’editoria indipendente.

«Diamo spazio ad illustratori che troviamo interessanti e cerchiamo di stampare le nostre pubblicazioni ponendo un’attenzione particolare sull’aspetto handmade».
E infatti ogni fanzine prodotta da Terracava esce in serie limitata e ogni singola copia—essendo fatta a mano—è differente dall’altra.
Qualche esempio: The Great Saunities, di vivaUltra, è rilegata con ago e filo; Crier Havot, di Ricky Butler, ha all’interno un’incisione fatta dall’artista; l’ultimo esperimento invece è addirittura una pubblicazione—A Cosmogony of Myself di Luca Zamoc—stampata su un singolo foglio verticale di tre metri, ripiegato su se stesso.

L’intento è spingere e dare visibilità agli artisti italiani, stampando prodotti di alta qualità. Ad oggi gli autori sono appena tre ma stanno cercando di allargare il panorama di artisti coinvolti, dando più spazio possibile a quelli nostrani. Ovviamente senza fretta, visto che ogni singola pubblicazione richiede molto tempo per la fase di stampa e rilegatura. Ma ne vale assolutamente la pena. Vedere (e toccare) per credere.

Questo post fa parte di Fotosociality, progetto lanciato da Samsung per promuovere la sua fotocamera “social” Galaxy Camera, con la quale sono state scattate tutte le foto dell’articolo.

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