#Fotosociality | Studio Fludd

Studio Fludd nasce nel 2008 dall’idea di un gruppo di ragazzi padovani che si sono ritrovati a Venezia per studiare e poi hanno deciso di rimanere lì ed aprire uno studio che opera dei campi della grafica, dell’illustrazione, del design autoprodotto.
«Ci muoviamo fluidamente tra 2D e 3D» spiegano Caterina Gabelli e Sara Maragotti, le due “inviate” al Fruit, la fiera/mercato di editoria autoprodotta che si è tenuta a Bologna un paio di settimane fa.

Di loro qui su Frizzifrizzi conoscevamo soprattutto la parte 3D ma stavolta, pur esponendo le splendide “cose da appendersi al collo”, il piatto forte è la loro prima linea di edizioni autoprodotte: tre libretti stampati in risograph in collaborazione con Inuit.

Il primo dei tre si chiama De Fluctibus ed è una sorta di compedio di tutti i progetti realizzati finora da Studio Fludd, cercando di raccontare attraverso la metafora del cibo e della digestione il loro processo creativo.
Il secondo ed il terzo, invece, sono opera di rispettivamente di Caterina e Sara che, avendo entrambe studiato illustrazione all’Accademia, mi raccontano che quello dell’autoproduzione editoriale era da sempre un loro sogno. Sogno che finora avevano procrastinato ma che era finalmente arrivato il momento di realizzare, soprattutto perché, di fatto, lo stesso packaging dell’ultima collezione di gioielli fatti a mano era una vera e propria fanzine, che illustrava attraverso il disegno i collegamenti visivi—altrimenti non così espliciti—che avevano portato alla nascita dei prodotti, dunque rafforzando ulteriormente l’idea di un’opera totale, fluida appunto, senza alcuna soluzione di continuità tra i vari campi d’interesse e di produzione dello studio.

E a proposito di fluido, da dove viene il nome Fludd?
«Robert Fludd era un’alchimista inglese del XVI sec. che abbiamo scoperto durante i nostri studi di anatomia artistica in Accademia. Lui era capace di rappresentare l’intero universo in illustrazioni di una sola facciata. La sua è autentica proto-infografica. Ci piacciono tantissimo i suoi lavori e trovavamo che potessero rappresentare la nostra filosofia, anche se probabilmente non arriveremo mai alla sua incredibile capacità di sintesi» spiegano «però ci stiamo lavorando!»
E i due volumetti di Caterina e Sara, che sfoglio mentre parlo che le due ragazze di Studio Fludd (l’alchimista si pronuncia Fl’dd, all’inglese, lo studio invece è all’italiana: Fludd con la u), l’uno intitolato Vessel – Zattere, monotonie, correnti e paratie e l’altro Short History of Both Universes, vol. 1,sono evidentemente degli (splendidi) omaggi al loro omonimo.

Questo post fa parte di Fotosociality, progetto lanciato da Samsung per promuovere la sua fotocamera “social” Galaxy Camera, con la quale sono state scattate tutte le foto dell’articolo.

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