#Fotosociality | Museruola Edizioni

«Museruola è la micro-casa editrice più sfigata d’Italia, forse d’Europa» mi spiega Ruggero Asnago, in arte Erugiery e, pure più in arte, il ruGGGe. Sono davanti al banchetto di Museruola Edizioni, micro-editore indipendente che come tanti altri presenta i suoi prodotti al Fruit, la mostra/mercato dedicata alle autoproduzioni editoriali che dal 23 al 26 marzo scorsi ha riempito Bologna di riviste e fanzines.

Ruggero, una vita tra fanzines e illustrazione, è una vecchia conoscenza, seppur virtuale. Giusto un paio di anni fa l’ho intervistato per la nostra rubrica 7am ed ora lo ritrovo, le mani sporche d’inchiostro, davanti ad un altarino della sfigah, che presenta al pubblico di un affollatissimo salone una serie di opere formato cartolina realizzate intervenendo sul fronte di alcune semplici cards, di quelle che trovi negli espositori dei locali. Sul retro di ciascuna, una storia. «Una storia di cui non ricordo il finale», precisa Ruggero.

Ma soprattutto Erugiery è qui per Museruola, dove «Edizioni è sbarrato, non è nemmeno una casa editrice. È Museruola. Una fanzine che entra a gamba tesa».
L’estetica è quella delle fanzines anarco-punk degli anni ’80. Nient’altro che un A3 piegato che per gli artisti che collaborano diventa una sorta di gabbia (come la museruola del cane, appunto).

«Museruola è una realtà nomade» racconta Ruggero «uso solo fotocopiatrici di internet point trovati a caso nei miei viaggi in Italia o all’estero. Faccio solo trenta copie per ciascuna edizione poi le piego, le numero e ci metto sopra il timbro. Tutte le fanzines, anzi i libruncoli—così li chiamo io—devono stare in una scatola da scarpe, che porto sempre con me. Se la scatola è piena io non stampo più niente. Quando si liberano degli spazi allora li riempio con nuove edizioni».

Nata appena un anno fa, proprio durante la prima edizione di Fruit con una collaborazione con Sarah Mazzetti, Museruola ha già assunto un aura quasi mitica tra illustratori e fanzinari italiani e c’è quasi la fila per pubblicare un libruncolo.
Ruggero mi mostra la scatola. C’è un po’ di spazio.
«Ce n’è per due o tre pubblicazioni. Quando me ne tornerò a casa, o magari addirittura domani stesso, vado in un internet point e le faccio».

Più lo-fi di così non sì può. Anzi, raw-fi, come precisa Ruggero. «Il mio mondo è questo. Ho iniziato a stampare fanzines perché è il miglior modo, a mio parere, per farsi conoscere e far conoscere altri artisti. Io, noi, non cerchiamo pubblicazioni con la Skira, semplicemente bastano delle pagine per esprimerti. In questo un A3 piegato è come un muro. Questa scatola è come fosse una grande jam di street-art».

Per trovare le fanzines Museruola bisogna prima trovare La Scatola. Non c’è un shop online. Niente paypal e carte di credito. Ma Ruggero assicura che scrivendogli una mail ci pensa lui a spedirtele. E magari non lo sai, ma forse è già nell’internet point sotto casa tua a fotocopiare.

Questo post fa parte di Fotosociality, progetto lanciato da Samsung per promuovere la sua fotocamera “social” Galaxy Camera, con la quale sono state scattate tutte le foto dell’articolo.

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