Ho una bici!

Una madre che fotografa suo figlio, da bambino, in sella ad una bici o a un triciclo non è una rarità.
Non è una rarità anche il fatto che negli anni ’80 i ragazzini andassero in bici e in triciclo. Lo fanno ancora oggi. Lo faranno finché ci sarà la gravità e pure quando non ci sarà più, librandosi a mezz’aria, sgommando in frenata, suonando compulsivamente il campanello finché qualche papà non decide di smontarlo per la salute mentale di tutti.
La rarità è trovare poi un figlio che decida di farci una fanzine, con quelle foto. E il figlio in questione è Nicola Albertin, editore indipendente con la sua piccola, piccolissima casa editrice Aalphabet., che da più di cinque anni pubblica volumetti in tirature di 50 o 100 copie, dedicati principalmente alla fotografia analogica.

Certo, si potrebbe obiettare che non ci vuole niente a prendere le foto d’infanzia e a metterle in una fanzine ma la fanzine non è forse la più anarchica delle pubblicazioni? Anarchica tanto quanto i libretti acciaccati e scarabocchiati che mettevamo insieme da bambini riempiendoli di un po’ di tutto — orchi, macchine rombanti, armi spaziali e sicuramente pure bici e mamme?

Quella di Nicola — che tra l’altro il titolo non l’ha scelto esattamente all’ultimo momento dato che proprio qua su Frizzifrizzi c’è tutta una serie di commenti anonimimanontroppo (lui sapeva che io sapevo) che vanno dal 2009 al 2010 e lasciati con la mail [email protected]… — è un’operazione sentimentale da parte di uno che sentimentale proprio non lo facevo e che ha ritrovato in una scatola, in casa dei genitori, quelle foto che si ricordava bene ma che non vedeva più da anni.

Ho una bici!, con copertina di Fulvia Monguzzi e stampata in 50 copie, la trovi su sito di Aalphabet.

Altre storie
I raffreddori di André François