Giusto ieri, nell’introduzione ai post “pittiani” (pitt-oreschi?) parlavo di collaborazioni e territorio come due tra i “sottotesti” più facilmente rintracciabili tra quanti hanno partecipato alla fiera fiorentina. E collaborazioni e territorio sono pure tra i punti di forza di Camo, marchio che ha più o meno la stessa età di Frizzifrizzi e che è giunto alle sua 12esima collezione, puntando sempre di più sulla qualità e su quanto ha da offrire la dimensione local (in questo caso Biella) in fatto di manodopera, suggestioni, idee.
Ne parlo con Stefano Ughetti, che di Camo è fondatore e designer, e che a Firenze ha presentato una rombante Rally Collection.

Rally Collection. Come mai i rallisti?

Ogni stagione cerchiamo di mantenere la nostra formula…

In questo caso formula in senso letterale.

Noi cerchiamo di mantenere sempre ben definità la nostra identità. In questo caso abbiamo voluto anche dare un monito, un significato. Il simbolo, in maniera più generica, è l’istinto. Quello che accompagna il pilota durante l’ultima curva – vuole vincere, sa che c’è una curva ma non sa quanto può spingere – ed è lo stesso istinto che dovrebbe aiutare ed accompagnare le persone che a un certo punto si trovano a dover prendere una decisione quando le informazioni, quando le carte in tavola [la collezione autunno/inverno 2012/13 era dedicata ai giocatori d’azzardo N.d.R.] non sono sufficienti a dire se valga la pena spingersi oltre oppure no. Il nostro monito, sia ben chiaro, non è “andate forte in macchina” ma “usate l’istinto”.
Detto questo, il concetto poteva essere rappresentato in mille modi in maniera “Camo” ma abbiamo scelto il Rally perché ci piace giocare sull’ironia e perché come per ogni collezione, vogliamo citare il nostro territorio, Biella.

Dunque a Biella c’è effettivamente un rally?

A Biella è esistita, a cavallo degli anni ’80, una corsa rallistica chiamata Rally della Lana.
Nata nel ’73, negli anni ’80 ha vissuto l’apice della gloria ed era addirittura una tappa del Campionato Europeo di Rally.

Quindi la grafica sulla felpa [vedi foto di copertina] è vera – storicamente, intendo – non un’invenzione.

Assolutamente autentica. E dopotutto rimanda pure al nostro mestiere visto che era il Rally della… Lana. E noi lavoriamo con le lane.
Vi partecipavano i più grandi piloti a livello mondiale e vetture da sogno – tutt’ora dei classici – come la Lancia Stratos, con i colori Alitalia, e la Lancia Delta Integrale con i colori Martini. Dei simboli di italianità, del gusto italiano, della tecnologia italiana, che hanno scosso e fatto sognare tutto il mondo.
Quest’estate per la prima volta sono stato a Tokyo dai miei clienti e girovagando mi sono trovato ad una mostra dedicata proprio alle corse, dove ho trovato la Lancia Stratos Alitalia.

Immagino vi siate fatti un bel po’ di ricerca d’archivio, tra filmati e foto dell’epoca.

Ho rispolverato queste antiche glorie e sono andato a rivedermele nella dimensione più affine a Camo, quella casereccia, legata al territorio, ed ho fatto ricerca sul rally di Biella.
Siamo andati pure da un collezionista, che tuttora possiede delle auto e che ce le ha prestate per fare gli scatti. La location era un’officina che ancora oggi ricostruisce le auto d’epoca per i collezionisti.

Il Rally della Lana oggi non si fa più?

In realtà di tanto in tanto ne fanno una versione amarcord, come fosse una rievocazione storica.

Anche voi, a modo vostro, avete rielaborato questa piccola parte di storia locale. In versione Camo.

Sì, mantenendo sempre la nostra identità: facciamo vestiti e abbiamo molto forte il senso della divisa, del costume, del camuffarsi ed in questa collezione abbiamo giocato ad immaginare una divisa per partecipare o andare a vedere un rally. Su questo abbiamo impostato pure la performance che abbiamo portato al Pitti.
Molti credevano che avremmo portato le macchine e invece no, abbiamo fatto leva sull’ironia ed abbiamo messo in scena una finta premiazione [ecco le foto, N.d.R.], allestendo un vero e proprio podio.

Passiamo alla collezione.

Abbiamo scelto una palette di colori ridotta, in modo tale da rendere i capi facili da mixare gli uni con gli altri. Il verde e il rosso da una parte; azzurro e blu, e ancora rosso dall’altra. In pratica quattro colori.
Rispetto alle collezioni passate abbiamo aggiunto molti dettagli in più – siamo arrivati ad avere un’attenzione davvero maniacale su ogni dettaglio.
Abbiamo fatto mantelle con un mix tra le lane ed il tecnico, pensate per un uso urbano ed adatto a tutte le occasioni, formali ed informali.
Le camicie hanno fatto un salto di qualità ed abbiamo utilizzato tessuti made in Italy molto pregiati. Per quanto riguarda gli acessori, abbiamo sempre bretelle, cinture, cappelli…
C’è anche un nuovo guantino in pelle. Poi un cappello d’ispirazione automobilistica, realizzato in collaborazione con i nostri amici di Super Duper, che per noi sono quasi fratelli e con i quali condividiamo lo stesso spirito e la stessa etica del lavoro.
Come in passato c’è anche una collaborazione con Regain, stavolta per uno stivaletto.
Cerchiamo comunque sempre di non esagerare con il numero dei pezzi, in modo da non confondere troppo il cliente visto che noi possiamo avere tutte le idee che ci vengono in mente ma poi finché qualcuno non indossa i capi, non li usa, non ci va in giro, il cerchio non si chiude.

photos @ Frizzfrizzi

co-fondatore e direttore

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