Il multi-touch dell’iPhone, in versione 3D

«[…] le cose fantastiche che oggi possiamo fare con quei congegni – metterli in funzione pronunciando una formula magica, per esempio, oppure ingrandire le immagine sull’iPhone con un semplice movimento delle dita – alla gente di cento anni fa sarebbero sembrate incantesimi, giochi di prestigio […]»
Jonathan Franzen ne Il dolore non vi ucciderà, discorso per la cerimonia di conferimento delle lauree al Kenyon College, maggio 2011, tratto da Più lontano ancora, Einaudi 2012.

Il tap, la pinza, lo scroll…
Gesti che per chi ha un iPhone sono normale amministrazione, come scrive Franzen – notoriamente sospettoso verso le tecnologie – agli occhi dei nostri nonni e bisnonni sarebbero potuti sembrare fantascienza o addirittura magia. E tra dieci anni magari scompariranno, soppiantati da tecnologie più sofisticate, capaci di leggere i movimenti nello spazio (già esistono) o addirittura i pensieri (a livello ancora sperimentale ma esistono anche quelle).
Visto come e quanto hanno cambiato (se non la vita almeno) il modo di fruire e produrre informazioni, il giovane designer lituano Gabrielė Meldaikyte ha pensato bene di conservare per i posteri le cinque (perché tante sono) gestualità dello smartphone più famoso al mondo, traducendole in altrettanti manufatti 3D interattivi perfetti per un museo, con marchingegni che non solo mostrano le tipologie di tocco ma addirittura permettono di fare, in analogico, l’ingrandimento o lo scrolling di un testo o il pan di una mappa.

Il risultato è sorprendente e dimostra come con pochi mezzi ma tanto talento – e Meldaikyte, attualmente studente presso il Royal College of Art di Londra, è specializzato in design destinato a persone con disabilità, tanto che un suo progetto, Single-Handed Cook, l’ha fatto balzare agli onori delle cronache e segnalato come una delle giovani promesse del design internazionale – sia possibile dare forma materiale non solo al concetto ma anche alla stessa interfaccia di una procedura allo stesso tempo tattile ed immateriale come un gesto che solitamente si applica sullo schermo di un telefono.

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co-fondatore e direttore

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