Maternite (Mere et enfant), 1921 - Museo Picasso

La Málaga di Picasso | parte prima

Maternite (Mere et enfant), 1921 - Museo Picasso

Qualche giorno fa ho scritto (qui) che sia come uomo che come artista Picasso o lo si ama o lo si odia, ma certo in nessun caso si riesce ad ignorarlo…
Ne sono sempre più convinta, ma quanto sappiamo veramente di lui?

Stando al certificato di nascita, il suo nome ufficiale è: Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los Remedios Cipriano de la Santísima Trinidad Ruiz y Annibali Picasso, mentre nel certificato di battesimo (che io ho visto nella chiesa in cui fu battezzato) è registrato come Pablo Diego José Francisco de Paula Juan María de los Remedios Crispiniano de la Santìsima Trinidad Ruiz y Annibali Picasso.
Il mondo intero però lo conosce semplicemente come Pablo Picasso, cognome che deve alla famiglia materna. Picasso nacque il 25 ottobre 1881 e morì l’8 aprile del 1973.

Picasso ebbe una sorprendente produzione artistica, decine di migliaia di opere. Picasso e il periodo blu, quello rosa, il periodo della ricerca “africana” o proto-cubista, Picasso ed il Cubismo Sintetico ed il Cubismo Classico, Picasso e le pitture surrealiste, il periodo del coinvolgimento politico e i dipinti sul tema della guerra, l’interludio pop, Picasso e l’arte rinascimentale.

Jacqueline sentada, 1954 - Museo Picasso

Picasso che forse soffriva di emicrania: i volti tagliati in verticale ed i particolari dei volti sproporzionati del periodo Cubista non sarebbero altro che il frutto delle visioni “spezzate” tipiche di chi soffre di aura visiva.
Picasso che alle truppe d’occupazione nazista, che vedendo Guernica gli domandarono «Avete fatto voi questo orrore, maestro?», rispose «No, opera vostra.»
Picasso peniafobico. Aveva il timore di diventare povero.
Picasso e i suoi figli avuti tutti con donne diverse. Picasso e le donne, tante donne, forse troppe donne.
Picasso e la pittura, la scultura, la fotografia, i video, l’arte del recupero e del riciclo, la ceramica.
Picasso attore, che partecipa ad alcuni film nel ruolo di se stesso.
Picasso che è tornato a Milano per la terza volta!

Dal 20 settembre fino al 6 gennaio 2013, più di 200 capolavori provenienti dal Museo Nazionale Picasso di Parigi sono in Mostra presso il Palazzo Reale di Milano.

Femme nue allongee (Les voyeurs), 1955 - Museo Picasso

Picasso è morto a Mougins, dopo aver vissuto gli ultimi anni della sua vita in Provenza. Prima aveva vissuto a Parigi, Barcellona, La Coruña…
Io, grazie ad un gradito invito del Oficina Española de Turismo e di 24 Ore Cultura (che organizza la mostra milanese), insieme a 5 giornalisti, sono volata – dopo qualche iniziale peripezia – a Málaga, perla della Costa del Sol, dove tutto iniziò, per ri-scoprire il genio e per conoscere la sua terra.

La Málaga che ci accoglie è affascinante, ospitale e sorridente come le belle donne che ci guidano nei nostri giri alla ri-scoperta di Picasso. È speziata come i ricordi degli arabi (che hanno dominato per alcuni secoli) nella cucina; effervescente come il Tinto di Verano (una bevanda a base di vino e acqua tonica) che scendeva fresco come acqua di sorgente; eccitante come la Plaza de Toros in cui per fortuna nessun toro rischiava la vita la sera in cui ci siamo arrivati noi, ma era piena di giovani (giovanissimi) e promettenti toreri; confortante come le processioni delle Confraternite durante la Settimana Santa che ricordano – a credenti e non – che dopo ogni sofferenza c’è almeno la speranza della resurrezione; sensuale come il flamenco ballato per noi da Maria; gustosa come le sardine arrosto – l’Espetos de sardinas è il piatto simbolo di Málaga; profumata di salsedine come quasi tutte le città di mare.

Non c’ero mai stata a Málaga ma sono bastate poco più di 48 ore per innamorarmene!
L’amore per la Spagna quello no, quello ha radici profonde, lontane nel tempo, forse ancestrali. Avevo solo 3 anni quando dicevo a mia madre che un giorno sarei andata a vivere in Spagna perché avrei sposato uno spagnolo, magari un torero; abbagliata dai costumi, dai colori e dalla gestualità sensuale. Forse non avevo capito che fine faceva il toro.
Poi per anni me ne sono tenuta lontana, non ho voluto approfondire le ragioni dell’amore e metterlo alla prova, ma la Spagna non si arrende e ciclicamente torna nella mia vita a riaccendere l’antica fiamma.

Altre storie
Stenciletter: un kit per fare lettering con gli stencil