7am | Davide Baroni

7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Davide Baroni.

Ciao Davide, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratore?
Ciao sono nato a Sassuolo (MO), ma ho vissuto per molto tempo in provincia di Reggio Emilia. Dopo essermi trasferito per un paio d’anni circa a Barcellona in Spagna, attualmente vivo tra Bergamo e Milano. Non mi considero ancora un illustratore perchè per molto tempo mi sono dedicato ad altro. Credo però di aver sempre disegnato.

Matita o penna grafica?
Dipende dalla forza, dall’incisività del segno e da quello che voglio dire.

Cosa fai quando non disegni?
Penso. In continuazione.
E quando non penso leggo, faccio progetti, bevo caffè.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
Il mio Mac BookPro (siamo inseparabili), una decina di Ecoline appena comprate e ancora da provare, matite e materiali da disegno, vari colori a china, il libro “1984” di George Orwell, un gomitolo di lana grigia, un vecchio telefono con i numeri da girare, i “Quaderni Illustrati” di Igort.
Chiaramente tutto disposto in un perfetto ordine caotico.

Un disegno pesa quanto…
Un disegno non ha peso.
É sospeso tra il cuore e la mente ed aspetta soltanto il momento giusto per mostrarsi.

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
Un libro “La morte di Bunny Munro” di Nick Cave; un film “Fino all’ultimo respiro “(À bout de souffle) di Jean-Luc Godard; in alternativa “Buffalo ’66” di Vincent Gallo.

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
Sicuramente Laurina Paperina, TagliaMani, Silvia Rocchi, Marta Iorio, Francesca Cappellini, Martina Merlini.

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