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The book is on the table | L’invenzione dei giovani

L’invenzione dei giovani
di Jon Savage
Feltrinelli 2011

Dopo aver scoperto il teaser di Teenage ed averne parlato su questi schermi qualche tempo fa, la voglia di recuperare il libro su cui si basa il docufilm in uscita quest’anno (ma chissà quando arriverà qua da noi, ostacolato ora pure dalla confusione e dalla paura – in luogo della variopinta anarchia che regnava prima dell’affaire Megaupload – che dilagano tra i siti di streaming, pressoché unico modo finora per recuperare gioiellini – sottotitolati da anime pie – che non avrebbero altrimenti il discutibile onore di esser distribuiti nelle sale; figuriamoci poi in tv, con palinsesti occupati da fiction papaline, reality e stuoli di cuochi: in effetti perché non fare un reality con una squadra di cuochi che si sfidano per la parte dello chef di Papa Ratzinger, pace all’anima sua, in una fiction con Favino come protagonista?) la voglia di recuperare il libro, dicevo, mi ha quasi fatto dimenticare che in questo momento storico – questo mio momento storico, alla soglia dei 33, vittima e carnefice al contempo di un rigido programma di revival adolescenziale – inevitabile dopo 15-20 anni? – che si traduce in visioni filmiche anni ’90, iPhone stipato di playlist grungeggianti e segreti (non più) propositi di rievocare in ricostruzioni accurate fino all’ultimo dettaglio, costumi compresi, le allucinanti (in tutti i sensi) e Bukowskiane o Hunter S. Thompsoniane imprese (oscillando dalle une alle altre in base al tipo di sanguepiù che scorreva nella vene) della mia stagione teen.

Andare indietro, attraverso il saggio di Savage, fino alla fine dell’800, quando l’era degli imperi ormai al tramonto lasciava il passo alla moderna concezione di Europa e dall’altra parte dell’oceano si buttavano le basi per quello che poi sarebbe diventato il secolo americano; partire da lì per arrivare al 1945, all’alba del teenager per come lo conosciamo oggi, consumatore inventato e plasmato dai media e dalle aziende; vivere settant’anni di storia attraverso uno sguardo inedito, attraverso gli occhi, i diari, i racconti dei ragazzini che furono, la propaganda dell’epoca, la pubblicità, le mode, le sub-culture e la politica in un approfonditissimo racconto storico che scorre già in sé come un film dal montaggio serrato, lasciandosi dietro e lanciandoti addosso montagne di nozioni ma pure una nostalgia retroattiva per un mondo che non hai mai vissuto in diretta ma del quale vedi, cangianti, i prodotti ancora oggi.

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