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Fabio Quaranta | FW2012/13

O del far politica con una giacca.
Se nella collezione primaverile Fabio Quaranta giocava concettualmente al ribasso, eliminando l’eliminabile (tasche e bottoni), sottraendo strutture, tendendo al grado zero dell’abito inteso come maschera che aggiusta, evidenzia o nasconde, in una sorta di manifesto programmatico da intendere come proposta/provocazione. Un sasso lanciato, senza nascondere la mano (dove metterla, dopotutto, senza tasche?) contro la tradizione pur rimanendovi con i piedi ben piantati dentro: se Martin Lutero avesse disegnato capi maschili…

Dopo il conflitto, però, arriva il dibattito. E il designer romano, tra i nomi di punta della nuova generazione del made in Italy, apre un vero e proprio dialogo a due all’interno della stessa collezione, da un lato continuando per la strada tracciata con una serie di proposte in blu, sfoderate, lavate, non stirate e senza asole e bottoni, dall’altra realizzando invece una capsule che si muove apparentemente in senso opposto – con giacche dalle strutture nascoste ma preponderanti, tra spalline e rinforzi che s’impongono, quasi ne fossero indipendenti, sulle forme di chi li indossa – ma che è in realtà una sintesi perfetta, anche perché pure qui di asole, bottoni e tasche non se ne parla, tra fermento riformatore e spinte controriformistiche.

Se poi pensi che collaboratore d’eccezione per la capsule è Andrea Caraceni, erede della celeberrima e storica sartoria romana Tommy & Giulio Caraceni (più di cento anni di storia d’eleganza maschile alle spalle, sarti di fiducia, tra gli altri, pure dell’ultimo re d’Italia, l’Avvocato, oltre che quelli della banda della Magliana che dicevano «Vestivamo Caraceni, viaggiavamo in Ferrari. E nessuno ci poteva fermare») tutto torna.

Le grafiche delle t-shirts, invece, arrivano dalla misteriosa Corwood Industries, casa discografica che dal ’78 pubblica soltanto gli album dell’altrettanto oscuro Jandek, nome che in realtà indica il progetto musicale e non il musicista, che appare sulle copertine degli album (da lì le t-shirts) e suona ai concerti ma è accreditato come “rappresentante della Corwood Industries”. Quindi, come si spiega qua, una trinità.
Che chiude finalmente il cerchio e lascia l’acquolina in bocca ai fashion-teorici della cospirazione per quel che sarà, se mai ci sarà (per tutti, non solo per Quaranta), la SS2013.

co-fondatore e direttore
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