Tested | Ciao mamma, vado da Maserati

Ricevere un invito da Maserati non è  – decisamente – cosa da tutti i giorni. Se sei convinta, poi, di esser stata una grandissima pilota in un’altra vita (non si sa come poi) allora inizi a raccontarlo a tutti quelli che incontri.
Ovviamente quella sarei io e mi sono subito lanciata a capofitto in quel di Modena per provare la GranTurismo S e la Quattroporte SPORT GT S insieme ai piloti della scuola di guida Master Maserati, coordinata da Andrea de Adamich – sì lui, quello di GuidaSicura!

La prima tappa è un’introduzione all’azienda con la presentazione dello staff e la storia che ha caratterizzato i fratelli Maserati. Al di là dei vari passaggi di proprietà e delle vicissitudini – potete leggere la storia completa sul sito ufficiale – la cosa che colpisce maggiormente è la componente umana che contraddistingue l’azienda. La si percepisce dalla storia che ha vissuto e da come si presenta ed è ancora più chiara durante la visita allo stabilimento.

C’è grandissima attenzione ai propri dipendenti, tanta da rendergli il lavoro quasi più ‘semplice’ , per esempio tramite speciali ganci meccanici regolabili in modo da evitare posture scorrette durante il lavoro; visto che ogni vettura viene assemblata manualmente. Vi basti pensa che un’auto può avere fino a 40 milioni di opzioni differenti possibili; non riesco nemmeno a quantificarle.

Prima di parlarvi della prova su strada e di un paio di sorprese, vi lascio con alcune immagini scattate durante la nostra visita allo stabilimento e allo showroom (sì, quella sembra proprio la batmobile).

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