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City Vision Mag

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Primo free press italiano dedicato all’architettura, City Vision Mag è un progetto di Francesco Lipari e Vanessa Todaro di OFL Architecture, giovane studio romano con un portfolio già più che invidiabile e grandissima attenzione da parte dei media del settore.
Fare un free press, oggi, e soprattutto farne uno focalizzato su un settore non esattamente “di consumo” come l’architettura (esco a fare shopping, prendo un paio di palazzi) è un’impresa coraggiosa: gli interlocutori, qui, non è che li trovi subito dietro l’angolo, come magari invece capita con chi si interessa di moda, di musica, di cinema, di letteratura e d’arte.
City Vision però riesce nel difficilissimo compito di sdoganare, con competenza ma allo stesso tempo leggerezza, un argomento che finché si tratta di andare per mostre o raccogliere foto “fighe” sul web, allora siamo tutti un po’ appassionati di architettura ed interior design, ma che quando si approfondisce la materia diventa per molti esattamente come il mettersi a disquisire delle tecniche di produzione di questo o quel tessuto per dare un effetto particolare ad un abito e fargli comunicare il senso di claustrofobia delle opere di tizio alle quali si è ispirato caio per… Così rischierebbe di diventare l’ennesima pubblicazione di stampo accademico rivolta ai soli addetti ai lavori. Assolutamente fuori dalla filosofia del free press.

City Vision invece ti tiene sulla pagina. Riesce ad approfondire senza annoiare, anche grazie ad uno stile vivace quanto basta che ti lascia addosso la sensazione di aver appena parlato con un amico intelligente e curioso, e non di aver ascoltato una lezione all’università.
Merce rara, provare per credere.

Il magazine lo trovi gratuitamente in giro per Roma (qua la lista dei punti di distribuzione) ma per chi sta fuori – dalla città o di testa – c’è anche la versione da sfogliare online.
Qua sotto c’è il secondo numero, con chicche come interior tv, che indaga 50 anni di società ed architettura viste dalle e nelle serie tv, o archicouture, sulle influenze ed interferenze tra moda ed architettura.
E queste sono appena alcune delle 132 pagine in italiano/inglese piene di idee, contaminazioni, fisici e metafisici spazi.

co-fondatore e direttore
  1. ho trovato il primo numero in giro mesi fa. questo sembra anche meglio. la cover bella.

    ma una cosa, la solita, sempre la solita…

    ma perché ci si ostina a pubblicare sempre "il fumetto dell'amico mio che fa i fumetti è molto fantasioso guarda proprio sembra anche lui un fumetto" e non di un professionista?

    bisogna architettare qualcosa di meglio…

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