IUAV: upcoming fashion designers?

Durante il mega-evento Collecting::Connecting 4 allo IUAV di Treviso ho fatto qualche mini-intervista ai ragazzi che sono riuscito a fermare nel backstage.
Prima di leggerle, però, provate a fare questo giochino un po’ idiota stile settimana enigmistica: associa la faccia alla creazione.
Secondo me alcuni di loro somigliano a quello che fanno.

E dopo il salto anche il vero nome delle rispettive collezioni che sul mio blocco degli appunti ho ribattezzato nel paese delle creature selvagge, Floria Sigismondi, barbone post-apocalittico, medievalblu, cosplay, Robin Hood, manica³.

MARIA LETIZIA CARTA
Come si chiama la tua collezione?
Icaro.

A cosa ti sei ispirata?
Sono partita da una frase di Nietzsche: “temo che gli animali vedano nell’uomo un essere loro uguale che ha perso in modo estremamente pericoloso il sano intelletto animale”.
Nella mia collezione gli uomini diventano uccelli e viceversa, e gli abiti si decompongono in piccoli tasselli triangolari, passando da bidimensionali e tridimensionali.
Per questo mi sono ispirata ai disegni di Escher.

Dove ti vedi tra 10 anni?
Non in Italia.

Il tuo portafortuna?
Una mucca portaspilli.

FEDERICA TOFFOLETTO
Come si chiama la tua collezione?
Non si piange ciò che non si vede.

A cosa ti sei ispirata?
Alle foto scattate con la mia analogica, alle foto di famiglia, ai vecchi ritratti con le carte da parati sullo sfondo.

Dove ti vedi tra 10 anni?
A casa a fare l’apicultrice.

Il tuo portafortuna?
Non ne ho.

KRISTIAN GUERRA
Come si chiama la tua collezione?
Amen.

A cosa ti sei ispirato?
Alla conclusione di un percorso, un momento solenne.
Sono partito dai piumini (totem) e da mie foto. Ho assemblato i piumini con seta doppiata con adesivo e ne è uscito un materiale che è un’estensione del mondo sportivo.

Dove ti vedi tra 10 anni?
All’estero e con qualche esperienza in più sulle spalle

Il tuo portafortuna?
Non ne ho. Forse la famiglia.

LINDA FRANCESCA CIRIOTTO
Come si chiama la tua collezione?
Through.

A cosa ti sei ispirata?
Ai tuareg e alla contaminazione dei materiali. In questo caso pelle e metallo che passano l’uno attraverso (through) l’altro.

Dove ti vedi tra 10 anni?
A creare accessori ed organizzare sfilate.

Il tuo portafortuna?
La collana che indosso.

ANDREA TRAMONTAN
Come si chiama la tua collezione?
Fresh Trash.

A cosa ti sei ispirato?
Al Giappone, ai manga, ai cosplay e allo stile punk. E al trash, ovviamente.

Dove ti vedi tra 10 anni?
A Tokyo. Anche tra 1 anno!

Il tuo portafortuna?
Il tulle!

MARTA TALVACCHIA
Come si chiama la tua collezione?
Diana.

A cosa ti sei ispirata?
Sono partita dalla silhouette del cacciatore e alle gamme dei colori che indossa: verdi e marroni. I tessuti pesanti, come la lana, sono combinati alla seta ed anche i tagli sono una combinazione di coperto/scoperto.

Dove ti vedi tra 10 anni?
Mi immagino nel mondo della comunicazione più che in quello del fashion design.

Il tuo portafortuna?
Niente portafortuna.

LUCA BERTONI
Come si chiama la tua collezione?
Abbandono Meccanico.

A cosa ti sei ispirato?
All’archeologia industriale e alla lezione surrealista Bunuel: partire dal classico arrivando ad un risultato plausibile mantenendo riferimenti con il reale.

Dove ti vedi tra 10 anni?
Da Raf Simons, dopo tanta gavetta ed una buona strategia di guerrilla marketing per lanciarsi.

Il tuo portafortuna?
Non ce l’ho.

Altre storie
Laju Slow Apparel: un nuovo marchio che è un inno alla lentezza