Martino Design

Nel bel mezzo dell’ex-ghetto di Bologna c’è un piccolo gioiellino di negozio che merita sicuramente una visita (molte di più di una, a dire il vero).

Si chiama Martino Design ed è stato aperto pochi mesi fa da Chiara Melandri, giovane architetto e designer di interni, che ci racconta tutto sul suo shop subito dopo il salto.

Per chi è dalle parti di Bologna, inoltre, vi ricordo l’appuntamento di domani con Made in Ghetto, un evento ideato proprio da Martino Design che coinvolge tutti i migliori negozi della zona.

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Ciao Chiara, parlaci un po’ di te…
Mi chiamo Chiara Melandri, ho 28 anni ed ho studiato architettura d’interni. Poi ho lavorato in uno studio di architettura (non era proprio la mia strada: comprimere interi nuclei famigliari in 40mq non fa per me!) e per 5 anni come progettista senior designer/organizzatrice di eventi/responsabile acquisti di un concept store. Ho aperto Martino Design lo scorso gennaio, dopo un’esperienza a Londra.

Perché il nome Martino Design?
Ho deciso di definitivamente di buttarmi in quest’avventura, firmando il contratto di affitto del negozio, il giorno dell’estate di San Martino, l’11 novembre. I giorni a ridosso di quella data sono gli unici in cui c’è sempre bel tempo e una temperatura estiva nonostante sia già quasi inverno. Io odio l’inverno, il freddo e la nebbia della pianura padana. Sicuramente era un buon segno!
Cosi mi sono guardata la storia di San Martino su wikipedia e l’ho trovata davvero interessante: secondo la leggenda San Martino era riluttante a diventare vescovo, motivo per cui si nascose in una stalla piena di oche; il rumore fatto da queste rivelò però il suo nascondiglio alla gente che lo stava cercando.
…insomma, che tu ti nasconda in una stalla o no, quello che è il tuo destino viene fuori prima o poi.
Inoltre mi piaceva il fatto di chiamare il negozio con il nome di una persona, perche lo rende piu accogliente e personale.

Il negozio infatti ha un’aria molto accogliente, quasi casalinga e proprio per questo l’ho trovato davvero stimolante.
Mi piace dare l’idea di un luogo accogliente e rilassato. Le luci sono basse, calde e soffuse… C’è un po di sano disordine come in una vera casa. Cosi è piu facile far finta di essere dentro alle proprie quattro mura ed immaginare i miei oggetti in un contesto casalingo. Mi piace che le persone che entrano si sentano a loro agio.

Mi accennavi di un’esperienza a Londra. E’ lì che hai avuto l’idea di aprire il tuo negozio?
Si, ho abitato per un anno e mezzo a londra. Lì l’approccio all’arredo è molto diverso: piu spontaneo, i designer super famosi spesso hanno piccoli negozi con soltanto qualche oggetto particolare, non si sente il bisogno di avere un mare di oggetti in sala-mostra. Qui i negozi di arredo per la casa offrono location gia pre-confezionate (la cameretta con l’armadio,il tappeto… il set gia fatto da acquistare come fosse un pacchetto).
Inoltre mi piaceva l’idea dell’arredo riciclato, del pezzo di design estremo insieme a una vetrinetta recuperata da una farmacia.
Da Martino Design infatti puoi trovare arredi recuperati, che metto a posto io personalmente, dandogli magari una nuova funzione: i tavoli fatti con le porte, la libreria con cassette della frutta, gli scuri che diventano mensole, le valigie indiane di latta usate come comodini.
Posso anche aiutarti a riciclare i tuoi arredi: ho tutta una serie di artigiani con cui collaboro che possono metterti a nuovo una vecchia poltrona. E un vecchio comodino può diventare un perfetto mobiletto da bagno. Non bisogna per forza acquistare tutto nuovo, come il mercato di oggi ci costringe a fare.

Quel è il criterio per la scelta dei marchi e dei prodotti che tieni in negozio? Ci sono anche oggetti di giovani designers? E tuoi?
Cerco di selezionare brands non troppo popolari. Ci sono sicuramente marchi che venderebbero di piu, ma troppo inflazionati. Più che aziende cerco di tenere oggetti prodotti da designers emergenti.
A volte sono prototipi, come la oh my book, libreria a scomparsa disegnata e auto prodotta da due designers spagnoli che ho conosciuto a Stoccolma: ne hanno fatti solo 20 pezzi!
Per questo molti oggetti del mio negozio li puoi trovare solo ora e poi mai piu.
Oppure gli oggetti in cemento della designer svedese Tove Adman, o le foglie post-it del coreano Jong-hwan Kim, che avevo preso per un evento ed ho venduto tutti i blocchetti di foglie: ora continuano a chiedermele ma non le ho piu.
Poi ho con un occhio particolare per l’ecologia e i materiali riciclati, come la libreria in cartone. Presto mi arriveranno le lettere luminose ricavate da insegne dismesse di negozi.
Vado spesso all’estero: alle fiere cerco sempre i padiglioni delle “giovani proposte”. Alcuni oggetti li acquisto, altri li faccio realizzare a degli artigiani.

Martino Design
via canonica 1/a, Bologna
(vedi mappa)

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