Cherie’s Tree House #5: “Here comes the rain again”

Stazione di Milano Centrale, ore 6.30 e per giunta è lunedì.
Mi trovo a scrivere questo articolo in treno, per ingannare per un po’ la consapevolezza che oggi, tra andata e ritorno, mi sparo nove ore di viaggio, causa trasferta di lavoro coatta.
Ciò mi rende di umore mortifero.

Il libro che ho con me, “L’umore vagabondo”, va di pari passo coi miei pensieri, alimentati dalla levataccia e fomentati dal temporale di stanotte, scherzo di una primavera che non vuole cominciare.
Converrete che mi fa quindi comodo tornare a quel bel pomeriggio di sole di sabato scorso, cornice alla quinta edizione della Chérie’s Tree House, l’ormai famoso evento indipendente che due volte l’anno, a Milano, promuove il lavoro di artisti emergenti nell’ambito della moda e del design.

Quello che più colpisce ogni volta è il senso dell’organizzazione che è dietro ogni particolare: la location accogliente (il 247 Showroom di Viale Pestalozzi), la musica giusta (80’s + Electro q.b.), il cibo coccoloso, gli spazi occupati sapientemente, spontaneamente studiati in maniera che chi si aggira lo faccia lungo un percorso sempre contestualizzato.
E anche la terrazza, complice il bel tempo, diventa un luogo ricercato da chi ha voglia di una sigaretta e di prendere un po’ di colore.

Come in un cerchio delle fate quindi, una volta entrati, sono tanti i motivi che ti fanno perdere la cognizione del tempo e ti invogliano a curiosare tra chincaglierie vecchie e nuove come nella soffitta di uno sconosciuto e a sentirti anche un po’ predone indiscreto dei ricordi di qualcun altro.

Programma alla mano comincio il tour.
Già riconosco qualche abitué che saluto con piacere, ma la mia curiosità è tutta per le facce nuove..sarà che son venuta qui animata dalla voglia di essere sorpresa e a tratti vengo appagata, ma il déjà vu  è ricorrente e sono poche le voci fuori dal coro.
Insomma, in un contenitore di qualità come questo, che punta sull’originalità dell’offerta creativa, non mi sarei aspettata di trovare proposte un po’ a rimorchio delle mode correnti di questa primavera/ estate.

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Il mio apprezzamento va ai Vicolo Paglia Corta, che amano sperimentare nuovi generi di espressione, ai Glamourama che si impegnano ad offrire, oltre ad un prodotto di qualità sartoriale, tutto quello che c’è attorno, a Nià, che è davvero simpatica e perché illustra le sue creazioni con trasporto; ai tre di coseAtre, perché coi loro bijoux color mastice mi  hanno ricordato l’odore di talco e celluloide delle bambole; a Spilly, che ha cucito a mano un guantino da duello bellissimo, miniaturizzato ed etichettato, a quelli dei Dodici Cicli e alle loro bici taylor-made.

E a Chiara e Sylvie, che per la quinta volta consecutiva hanno avuto la dedizione e l’amore per offrire tutto questo alla città del mordi e fuggi.

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