Alla scoperta di Veuve Clicquot #4

Veuve Clicquot - Les Crayères

Quelli di Veuve Clicquot sono stati veramente di manica larga nel regalarci emozioni forti, non ci eravamo ancora riavuti dopo il volo in elicottero ed eccoci catapultati a Les Crayères, il castello nel quale abbiamo pernottato. Guardate le foto e se qualcuno all’ascolto può permetterselo, ci faccia un salto. La regione dello Champagne è bellissima, ne varrà la pena, ve lo assicuro.
Dopo una pausa per “rassettarci” – in realtà io mi sono catapultata a scrivere e mi sono preparata in meno di cinque minuti – siamo stati convocati sempre tramite lettera: ore 20, aperitivo.

Veuve Clicquot - cellar master

Abbiamo goduto della compagnia della persona più importante di Veuve Clicquot, almeno stando a quello che dicono gli addetti stampa: Dominique Demarville – Cellar Master (direttore della cantina). Da lui dipende la buona riuscita di una annata, presiede all’assemblaggio dei vini che compongono lo champagne e dichiara una annata vintage cioè degna di essere conservata (per chi non lo avesse ancora capito è lo champagne più pregiato, quello che diventerà oggetto del desiderio dei collezionisti).

Durante la cena è stato tentato con noi un esperimento molto interessante, perché mentre nella mattinata e durante il pranzo ci avevano fatto degustare champagne di diverse annate, durante la cena presso il ristorante de Les Crayères, ci hanno servito tre champagne della stessa annata. Abbiamo bevuto: Vintage Rich del 2002, Vintage Rosé del 2002, Vintage del 2002.

Veuve Clicquot - cena

Ci è stato chiesto dal Cellar Master di assaggiare ogni portata con tutti e tre i tipi di champagne e poi di scegliere quello che secondo noi era il più adatto. Dopo ogni nostra scelta lui esprimeva prima il proprio parere professionale e poi il suo gusto personale. Devo ammettere che nonostante la mia presunzione (credo di avere un palato attento) ci ho preso raramente, raramente ho fatto la scelta “tecnicamente” giusta, né sono riuscita a far valere le mie ragioni visto che il mio inglese non mi consentiva di argomentare compitamente le scelte.

Forse devo esercitare ancora un po’ il mio palato, un paio di mesi potrebbero bastare…a questo punto le possibilità sono due: o trovo un principe azzurro che paghi questo costoso training o la Veuve Clicquot mi riprende indietro e si fa carico della mia “educazione”. Prometto di applicarmi!

E’ stata per me una serata interessante ed anche molto divertente, anche grazie alla compagnia di Marion Muzi Falconi – International Communication Manager, simpatica “italiana a Parigi” a cui credo di aver fatto “una testa così” dando libero sfogo alla velocità naturale della mia lingua senza il freno dell’inglese. Grazie Marion!
Tornati in camera dopo caffè e ammazzacaffè (un distillato verdastro a 40° di alcol da cui io per la verità mi sono tenuta lontana per il bene del mio fegato) abbiamo trovato l’ennesima lettera (personalmente ho ricevuto più lettere da loro in tre giorni che da tutti i fidanzati avuti dai 17 anni ad oggi): appuntamento per le 12 del giorno successivo, con la promessa di altre meravigliose sorprese.
Non mentivano, perciò restate incollati agli schermi!

co-fondatrice e caporedattrice
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