Un taglio alle taglie?

Un taglio alle taglie?

La notizia di per se è già rimbalzata su tutti i giornali e telegiornali, nazionali e non. Il Comitato Europeo di Normazione (CEN) sta abolendo le taglie. Addio alla giungla delle taglie, risuonano i titoloni!
La ratio legis (cioè il motivo che sottostà a questo cambiamento) stando agli organi di stampa, sembra dettata da due esigenze:

1. la necessità che il consumatore Europeo, riesca senza troppi sforzi, a comprare un vestito o un paio di pantaloni senza entrare in confusione per quella che viene definita la giungla delle taglie. In Italia (38-40-42-44-46-48-50- …), in Francia (34-36-38-40- …) in Inghilterra (8-10-12-14-16);

2. combattere i disturbi alimentari, adattando le taglie alle nuove misure antropometriche, togliendoci dall’imbarazzo di dichiarare la taglia entrando in un negozio.

Sembra una cosa buona e giusta detta così, poi però il criceto che alberga nel mio cervello comincia a far girare sulla ruota… Il corso di studi che ho fatto, mi ha insegnato due cose:

1. non si commenta mai una norma senza essersi documentati;

2. non si commenta mai una norma se non è ancora stata approvata, se non per una discussione puramente accademica.

Per quanto riguarda il secondo punto, farò una eccezione perché dopo un attento esame la norma in discussione mi sembra talmente assurda che spero che il discuterne porti il legislatore in questo caso il CEN a cambiare idea.

Vorrei farvi capire bene a cosa andiamo incontro, se la norma passa.
Per quando riguarda il rendere al consumatore la vita più semplice, riporto quanto dichiarato da Chiara Ferretti, delegata italiana Unitex al Comitato Europeo di Normazione (CEN) e di CAD Modelling Ergonomics, in un’ intervista rilasciata al sito Help Consumatori:

La nuova codificazione delle taglie per l’abbigliamento destinato agli adulti sarà un codice composto da 5 elementi (digit), ovvero: l’altezza, identificata da una lettera (1 digit); la misura primaria, o fondamentale per quel capo (es. torace o fianchi), espressa in centimetri (3 digit); una misura cosiddetta secondaria (es. il girovita) codificata con una lettera (1 digit). Un esempio di etichetta europea per capi femminile sarà SIZE: 088 064 172 092 In questo caso il codice per una giacca o per un abito sarà 088FH (busto+fianchi+altezza). Mentre il codice per una gonna sarà 064FH (vita+fianchi+altezza). Tabelle diverse sono previste per indumenti che necessitano di informazioni particolari, come jeans, biancheria intima e costumi da bagno con le coppe o camice da uomo. Calzini, guanti e cappelli, saranno etichettati con la misura di piedi, mani e testa, espressa in centimetri.

Che ne dite, vi sentite facilitati? Diciamoci la verità, chi di voi ha avuto più di un secondo di smarrimento entrando da Zara o da H&M? Le consumatrici hanno un istinto che consente loro di fare acquisti a qualsiasi latitudine ed in qualsiasi condizione. Non saranno solo due numeri a sbarrarci la strada, qualunque essi siano!

Secondo punto, il Comitato crede veramente che per me o per qualsiasi altra donna Italiana, sia meno anoressizzante dichiarare, centimetro alla mano la misura dei fianchi, giro vita, torace, piuttosto che dire alla commessa sono un 48!!!
Mi verrebbe da concludere come in celebre romanzo “si stava meglio, quando si stava peggio” o no?

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