Da Victionary il libro sull’uso dei logogrammi orientali nel graphic design

Coi suoi logogrammi, e una storia iniziata oltre 3000 anni fa, il sistema di scrittura cinese è il più antico tra quelli usati correntemente. I caratteri vengono chiamati Hanzi, termine che significa “scrittura della dinastia Han”, che è quella che prese il nome dall’omonimo fiume e governò la Cina dal III secolo a.C al III secolo d.C., poco tempo dopo la prima, grande riforma della scrittura ad opera di Qin Shi Huang, considerato il primo imperatore del grande paese asiatico.
Per secoli quella cinese fu la lingua franca per quasi tutto l’Oriente, esattamente come il latino durante l’Impero romano, e il suo sistema di scrittura venne gradualmente adottato da Corea (dal IV secolo a.C., col nome di Hanja) e Giappone (dove arrivò tra il III e il IV secolo d.C. e prese il nome di Kanji).
Oggi in Cina viene usata una versione semplificata degli Hanzi, promossa a metà ‘900 dal Partito Comunista Cinese con l’intento di alfabetizzare le masse, mentre in Giappone i Kanji convivono con altri due sistemi, lo Hiragana e il Katakana, e in Corea sono invece stati quasi completamente sostituiti dallo Hangŭl, sistema fatto creare ad hoc nel ‘400 dal re Sejong il Grande.

Ad Hanzi, Kanji e Hanja la casa editrice indipendente Victionary dedicò nel 2015 un libro — intitolato Hanzi • Kanji • Hanja — focalizzato sull’uso di questi logogrammi da parte della grafica contemporanea.

“Hanzi • Kanji • Hanja 2”, Victionary, 2022
(fonte: victionary.com)
“Hanzi • Kanji • Hanja 2”, Victionary, 2022
(fonte: victionary.com)

Essendo di base a Hong Kong, dove la cultura occidentale e quella orientale si mescolano, Victionary si trova in un punto di osservazione privilegiato su quella che è la comunicazione visiva di quella vasta area geografica e sui flussi d’influenza che viaggiano tra Est e Ovest, e viceversa. Il volume ebbe un certo successo, raccogliendo alcuni tra gli esempi più interessanti di graphic design, dai logo ai manifesti, dal type design alle pubblicità.
Ora di quel libro, ormai andato esaurito, esce il seguito. Si chiama semplicemente Hanzi • Kanji • Hanja 2 e presenta più di 100 progetti.

«L’era di internet e dei media» spiegano dalla redazione di Victionary «ha portato a un crescente interesse per la cultura asiatica e le sue varie lingue in tutta la regione. Grazie alle loro strutture uniche, i caratteri Han vengono utilizzati come elementi di design flessibili che danno vita a concetti visivi astratti, rompendo le barriere tra Oriente e Occidente. Come seguito dell’edizione originale del 2015, Hanzi • Kanji • Hanja 2 comprende i logotipi e le loro applicazioni per offrire ai lettori una visione più ravvicinata dell’arte del tratto, oltre a una vetrina sulle brand identity, ulteriormente ampliata con casi di studio e interviste per fungere da punto di riferimento ispiratore per i designer di tutte le culture».

Hanzi • Kanji • Hanja 2

Victionary, settembre 2022
304 pagine
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“Hanzi • Kanji • Hanja 2”, Victionary, 2022
(fonte: victionary.com)
“Hanzi • Kanji • Hanja 2”, Victionary, 2022
(fonte: victionary.com)
“Hanzi • Kanji • Hanja 2”, Victionary, 2022
(fonte: victionary.com)
“Hanzi • Kanji • Hanja 2”, Victionary, 2022
(fonte: victionary.com)
“Hanzi • Kanji • Hanja 2”, Victionary, 2022
(fonte: victionary.com)
“Hanzi • Kanji • Hanja 2”, Victionary, 2022
(fonte: victionary.com)
“Hanzi • Kanji • Hanja 2”, Victionary, 2022
(fonte: victionary.com)
“Hanzi • Kanji • Hanja 2”, Victionary, 2022
(fonte: victionary.com)
“Hanzi • Kanji • Hanja 2”, Victionary, 2022
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