Anémic Cinéma: il corto sperimentale di Marcel Duchamp di un secolo fa è stato restaurato

Tutta l’arte del grande Marcel Duchamp — padre fondatore dell’arte concettuale — è stata una continua tensione al sovvertire, al disorientare, al cercare prospettive inedite e soprattutto al farsi beffe dell’arte tradizionale, del pensiero comune, delle leggi causa-effetto, degli schemi narrativi tradizionali, delle aspettative, tanto in vita quanto in morte (notoriamente sulla sua tomba, al cimitero di Rouen, si legge «Dopotutto sono sempre gli altri che muoiono»).

“Inventore” del ready made, l’artista lavorò con tutti i linguaggi a sua disposizione, dalla pittura alla fotografia, dalla scultura all’installazione.
Con l’aiuto del fedele amico Man Ray, creò anche un’animazione sperimentale intitolata Anémic Cinéma (Duchamp amava sovvertire innanzitutto la lingua, e infatti le due parole del titolo sono l’una l’anagramma dell’altra).
Attraverso un macchinario da lui costruito, l’Emisfero rotante, faceva girare delle composizioni geometriche ipnotiche, che si intervallavano a frasi apparentemente di senso compiuto ma in realtà assolutamente surreali e piene di assonanze e giochi di parole.

Frame dal cortometraggio “Anémic Cinéma”, di Marcel Duchamp, 1926
Frame dal cortometraggio “Anémic Cinéma”, di Marcel Duchamp, 1926

Il filmato, datato 1926 e firmato Rrose Sélavy, che era l’alter-ego femminile dell’artista (e un altro gioco di parole: si può leggere come arroser la vie, “innaffiare la vita”, nel senso di brindare alla vita; oppure come Éros, c’est la vie, “l’eros, questa è la vita”), è stato recentemente restaurato in 2k grazie alla piattaforma culturale Aeon Video, che ha anche commissionato al compositore William Pearson una colonna sonora (in origine il film era muto).

Di seguito le frasi con la traduzione (via Wikipedia):

Bains de gros thé pour grains de beauté sans trop de Bengué.

Bagni di tè grosso per nei senza troppo Bengué [Bengué o BenGay era un analgesico inventato dal dottore francese Jules Bengué].

L’enfant qui tète est un souffleur de chair chaude et n’aime pas le chou-fleur de serre chaude.

Il bambino che poppa è un soffiatore di carne calda e non ama il cavolfiore di serra calda.

Si je te donne un sou me donneras-tu une paire de ciseaux?

Se ti do un soldo mi darai un paio di forbici?

On demande des moustiques domestiques (demi-stock) pour la cure d’azote sur la Cote d’Azur.

Si chiedono delle zanzare domestiche – mezzo stock – per la cura d’azoto sulla Costa Azzurra.

Inceste ou passion de famille, à coups trop tirés.

Incesto o passione di famiglia, tirati a colpi eccessivi.

Esquivons les ecchymoses des esquimaux aux mots exquis.

Schiviamo i lividi degli eschimesi con squisite parole.

Avez vous deja mis la moëlle de l’épée dans le poële de l’aimée?

Avete già messo il midollo della spada nella padella dell’amata?

Parmi nos articles de quincaillerie paresseuse, nous recommandons le robinet qui s’arrête de couler quand on ne l’écoute pas.

Tra i nostri articoli di ferramenta pigra, raccomandiamo il rubinetto che smette di perdere quando non lo si ascolta.

L’aspirant habite Javel et moi j’avais l’habite en spirale.

L’aspirante abita a Javel e io avevo l’abitato a spirale.

Frame dal cortometraggio “Anémic Cinéma”, di Marcel Duchamp, 1926
Frame dal cortometraggio “Anémic Cinéma”, di Marcel Duchamp, 1926
Frame dal cortometraggio “Anémic Cinéma”, di Marcel Duchamp, 1926
Frame dal cortometraggio “Anémic Cinéma”, di Marcel Duchamp, 1926
Frame dal cortometraggio “Anémic Cinéma”, di Marcel Duchamp, 1926
Frame dal cortometraggio “Anémic Cinéma”, di Marcel Duchamp, 1926
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