Cinque versioni de I tre porcellini

Qualche anno fa mi chiesero, per una collana francese, di riscrivere non una ma tre versioni della storia dei Tre porcellini. Da allora, ho rincrociato i suini in diverse occasioni. In un altro libro li ho fatti diventare i membri di una band (in cui il lupo era il manager) mentre in uno di prossima uscita ho riscritto la storia con un numero imprecisato di porcellini (credo che siano mille a un certo punto).
Insomma, non so se si possa dire che sono la mia passione, ma forse è una delle favole che tra tutti mi ha sempre divertito di più.


Cinque è una rubrica di Davide Calì che parla di cinque libri, cinque fumetti o cinque-qualsiasi-altra-cosa.

1

I tre porcellini
di Lorenzo Sangiò, Carthusia

Cominciamo con un’interpretazione molto classica. La storia comincia quando mamma porcello decide che i suoi tre pargoli sono diventati abbastanza grandi per scoprire il mondo da soli. I maialini si costruiscono prima una casa di paglia, poi una di legno, che il lupo soffia via, e quindi si nascondono nella casa di mattoni costruita dal terzo.
La favola finisce come deve finire, ma va detto che le immagini di Lorenzo Sangiò sono davvero splendide. Il lupo che soffia via le case è stupendo, anche se quella camicia a quadri e la cravatta ce lo fanno essere quasi simpatico. Ma le illustrazioni sono piene di dettagli interessanti: l’architettura delle abitazioni, l’abbigliamento dei porcellini.
Insomma, bello da leggere ma anche tanto da guardare.

2

I tre porcellini
di Xosé Ballesteros e Marco Somà, Kalandraka

Proseguiamo con un’altra versione, di nuovo molto classica firmata dallo scrittore spagnolo Xosé Ballesteros e da Marco Somà che conosciamo per libri molto belli come L’infinito, di Giacomo Leopardi, o Essere me, di Luca Tortolini, e alle prese qui per la prima volta con una favola classica.
La storia è quella tradizionale: i tre porcellini vanno a vivere nel bosco ma, avendo sentito che nei paraggi gira un lupo affamato, decidono di costruirsi una casa e, poiché non riescono a mettersi d’accordo sul come farla, ognuno si costruisce la sua. Da qui in poi la storia prosegue come la conosciamo, salvo proporci un inedito lupo spilungone in montgomery rosso mentre qua e là le scene sono arredate nello stile di un noto marchio svedese (io ho riconosciuto la poltrona Iceberg!).
Molto carino.

3

I tre porcellini
di Steven Guarnaccia, Corraini Editore

Anche i tre porcellini di Guarnaccia si costruiscono ciascuno una casa ma, essendo architetti, scelgono materiali diversi da quelli della favola tradizionale. Il primo si costruisce così una casa di lamiera, il secondo di vetro e il terzo di pietra e cemento. Il lupo in giacca di pelle e motocicletta soffierà via, come da copione, le prime due ma non ci riuscirà con la terza e i finirà inevitabilmente col bruciarsi la coda infilandosi in casa dal cammino.
Nel frattempo, avremo scoperto che le case dei tre suini riprendono i progetti di Frank Gehry, Philip Johnson e Frank Lloyd Wright e che tutto il libro, come sempre nei libri di Guarnaccia, è disseminato di design in cui riconosciamo (anche grazie alla legenda nei risguardi) sedie di Mart Stam e Gerrit Rietveld, così come lo spremiagrumi di Philippe Starck e la lampadina di Achille Castiglioni.

4

I tre porcellini
di David Wiesner, Orecchio Acerbo

Conosciamo David Wiesner soprattutto per i suoi silent, come Martedì o Flutti (entrambi nel catalogo di Orecchio Acerbo) mentre qui siamo alle prese con una favola classica, che però classica lo rimane solo per le prime pagine. Infatti, il lupo soffia talmente forte che, uno dopo l’altro, i porcellini si scollano letteralmente dalla pagina e si trovano in un mondo tridimensionale, di fatto un mondo parallelo che vive al di fuori dalle pagine dei libri.
I tre porcellini, cominciano a impazzare tra le pagine, volando su aerei di carta e saltando letteralmente da una storia all’altra finché, alla fine, non decidono di ricostruire la storia con il lupo.
Se però pensate che tutto sia tornato normale, vi sbagliate di grosso. Divertentissimo.

5

The true story of the 3 little pigs!
di Jon Scieszka e Lane Smith, Penguin Books

In tanti hanno scritto la storia del lupo e dei tre porcellini, ma di tante versioni nessuna riporta quella del lupo. Sì, perché le cose non sarebbero andate come raccontano tutti.
Una divertente rilettura della celebre favola: un bravo lupo sta preparando una torta di compleanno per la sua cara nonnetta quando si rende conto di essere rimasto senza zucchero. Così, va a chiederne al suo vicino, un maialino che abita in una casa fatta di paglia.
Ed è proprio la paglia a pizzicargli il naso e a farlo… starnutire, causando il crollo accidentale della casa e la morte del povero porcello. E una volta lì, davanti a quel prosciutto, il lupo pensa che in fondo non avrebbe fatto male a nessuno a mangiarlo…
Una delle più originali versioni de I tre porcellini mai scritte.

editorialista
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