Beautiful Brutalism: un libriccino fotografico di Jo Underhill dedicato agli edifici brutalisti del Regno Unito

Appassionata di fotografia fin da quando, da ragazzina, le regalarono per Natale la sua prima fotocamera, Jo Underhill ha poi proseguito su quella strada, studiando all’Università del Galles con l’intenzione di diventare una fotografa forense. A catturare la sua attenzione e a scalzare l’idea di immortalare scene del crimine e cadaveri, tuttavia, è arrivata l’architettura: «ho noleggiato una field camera [una fotocamera di grande formato, ndr] dal magazzino dell’università e mi sono diretta verso la baia di Cardiff, recentemente completata. Ho sempre avuto un interesse per l’architettura, ma dopo aver trascorso alcune settimane a fotografare gli edifici e gli spazi della baia mi sono innamorata, quindi ogni pensiero sulla fotografia forense è stato presto sostituito dal diventare un fotografa di architettura» ha raccontato poco meno di un anno fa alla rivista Archinect.
Da allora Underhill si è fatta strada in questo settore, collaborando con studi d’architettura e pubblicando i suoi scatti su riviste come The Architects’ Journal, The Spaces, Dezeen e Ceramic Review.

Parallelamente alla sua attività più commerciale, da circa 10 anni la fotografa porta avanti un proprio lavoro personale, incentrato sul suo stile architettonico preferito, il brutalismo.
«Il primo edificio che ho fotografato per questo progetto è stato il National Theatre a Southbank. Me ne sono completamente innamorata e questo mi ha fatto fare ulteriori ricerche sull’edificio e sull’epoca in cui era stato costruito. Quindi, studiare l’architettura brutalista mi ha portato a fotografare altri edifici costruiti tra gli anni ’50 e ’70» ha spiegato durante un’altra intervista.

Jo Underhill, “Beautiful Brutalism”, autoproduzione, 2022

Battezzato Beautiful Brutalism, il progetto accompagna Underhill in giro per il Regno Unito fin dal 2011 e, anno dopo anno, si sono aggiunti nuovi tasselli a questa lunga esplorazione, che ha anche dato vita a un paio di pubblicazioni.
La prima, uscita nel 2021 e ormai andata esaurita, si intitolava Ode to Welbeck e aveva come oggetto d’indagine un vecchio parcheggio costruito negli anni ’70 nei pressi di Oxford Street, a Londra. La fotografa fece in tempo a ritrarlo finché era ancora in piedi: nel 2019, infatti, è stato demolito.

Il secondo libro, invece, è recentissimo, si chiama esattamente come il progetto, Beautiful Brutalism e contiene, in 28 pagine, una selezione degli scatti realizzati a 19 edifici.
Per questo volumetto, stampato in soli 120 esemplari, Underhill ha collaborato con Emily Macaulay dello studio Stanley James Press, di base a Brighton, che ha curato il design (splendido ed essenziale) di questa pubblicazione rilegata a mano che in copertina presenta la caratteristica facciata della Colechurch House, che sorge poco lontano dal London Bridge.

Jo Underhill, “Beautiful Brutalism”, autoproduzione, 2022
Jo Underhill, “Beautiful Brutalism”, autoproduzione, 2022
Jo Underhill, “Beautiful Brutalism”, autoproduzione, 2022
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