Tom of Finland, an imaginary sketchbook: un libro raccoglie per la prima volta i bozzetti dell’artista finlandese che ha disegnato l’immaginario gay

Qualche anno fa ero con un amico in una libreria dell’usato a sfogliare volumi per passare il tempo prima di andare a farci un birra. Capitammo su una colonna di vecchi libri Taschen, quelli tanto compatti da poterci tranquillamente costruire una casa. A un certo punto ci ritrovammo a sfogliare disegni su disegni di uomini muscolosi e seminudi, vestiti da poliziotti e da operai, da marinai e da motociclisti, da cowboy e da sportivi, i corpi scolpiti fin quasi alla parodia, pelosi o glabri, con falli di dimensioni assurde talvolta “nascosti” dentro a pantaloni tanto stretti da lasciar ben poco all’immaginazione oppure esibiti e maneggiati, succhiati, infilati, in scene assolutamente esplicite, sì, ma ben poco volgari. Anzi, spesso assolutamente ironiche e gioiose nella loro rappresentazione volutamente eccessiva, artificiosa, con quei fisici statuari senza imperfezioni, i “pacchi” sovrumani, i baffi e i basettoni da cinema porno vintage di bassa categoria, così come le situazioni oltre i limiti del verosimile suggerite da quelle tavole.
«Tecnicamente è un dio ma è tutto così stereotipato…» disse il mio amico, che fino a quel momento non aveva mai avuto il piacere di imbattersi in qualche opera di Tom of Finland. Aveva colto nel segno, tranne per un particolare tutt’altro che irrilevante: quello stereotipo — che ha attraversato praticamente indenne i decenni, dagli scatti di Robert Mapplethorpe ai porno gay degli anni ’70, dai Village People ai marinai di Jean Paul Gaultier fino al bar The Blue Oyster di Scuola di polizia — era stato proprio lui a crearlo: Touko Valio Laaksonen, meglio conosciuto, appunto, come Tom of Finland.

Classe 1920, nato in una cittadina affacciata sul Mar Baltico nella parte sud-occidentale della Finlandia, Kaarina, e cresciuto in una famiglia della media borghesia (sia il padre che la madre erano insegnanti), Laaksonen mostrò grandissime abilità nel disegno fin da piccolo, e già da ragazzino iniziò a ritrarre muscolosi contadini e boscaioli che vedeva dalle sue parti.
Mentre l’Europa entrava in guerra, lui studiò per diventare pubblicitario e nello stesso periodo iniziò a disegnare le sue scene erotiche, dapprima di nascosto, ispirandosi in seguito anche alle uniformi militari viste durante la sua esperienza al fronte.
Dopo la Seconda guerra mondiale Laaksonen prese a lavorare come freelance in ambito pubblicitario, continuando segretamente a disegnare e disegnare per suo diletto finché, nel ’56, decise, su consiglio di un amico, di spedire alcune sue tavole al magazine statunitense Physique Pictorial, un trimestrale nato nel ’51, celebre per mascherare contenuti omoerotici dietro la facciata di una rivista di culturismo, così da evitare denunce per oscenità in un paese all’epoca estremamente omofobico.
Bob Mizer — direttore ed editore di Physique Pictorial, oltre che fotografo — si innamorò immediatamente delle illustrazioni del giovane finlandese, e fu lui a dargli il nome d’arte col quale poi divenne celebre: Tom (che richiamava il vero nome, Touko) of Finland, perché da lì arrivava.

Untitled (Preparatory drawing), 1964 ca.
grafite su carta, 29.2 × 21 cm
(© 1964 – 2022 Tom of Finland Foundation, Inc | courtesy: Skira)
Untitled (Preparatory drawing), 1970
grafite e matite colorate su carta, 29.8 × 21 cm
© 1970 – 2022 Tom of Finland Foundation, Inc | courtesy: Skira)
Untitled (Preparatory drawing), 1973
grafite su carta, 28.6 × 20.3 cm
(© 1973 – 2022 Tom of Finland Foundation, Inc | courtesy: Skira)

Per quasi vent’anni, nonostante il crescente apprezzamento nei confronti di quelli che lui stesso chiamava “dirty drawings”, Tom of Finland fu costretto a mantenersi con il suo lavoro di pubblicitario. Solo nel ’73, infatti, riuscì a guadagnare abbastanza da potersi dedicare unicamente alla sua arte, e da allora lasciò galoppare le proprie fantasie, producendo una quantità impressionante di lavori praticamente fino alla morte, giunta nel ’91, popolando quell’immaginario potente e ancora oggi vivissimo che vede in lui il principale artefice (quanti altri illustratori possono vantare un’influenza così potente e duratura sulla società e in svariati campi della cultura e dell’arte?).
Come scrisse F. Valentine Hooven nella biografia di Laaksonen, «quando il lavoro di Tom è stato pubblicato per la prima volta, gli omosessuali pensavano di dover essere imitazioni delle donne e passavano la vita a nascondersi nell’ombra. Trentacinque anni dopo […] erano diventati la mascolinità personificata. L’influenza di Tom in quella direzione non è stata un sottoprodotto accidentale della sua arte. Fin dall’inizio, ha cercato consapevolmente di instillare nel suo lavoro un’apertura positiva e ottimista. Quando gli è stato chiesto se non fosse un po’ imbarazzato dal fatto che tutta la sua arte mostrasse uomini che fanno sesso, con enfatico disaccordo disse: “Lavoro molto duramente per assicurarmi che gli uomini che disegno mentre fanno sesso siano uomini orgogliosi che fanno sesso felice!”».

Untitled (Preparatory drawing), 1987
grafite su carta, 29.8 × 41.9 cm
(© 1987 – 2022 Tom of Finland Foundation, Inc | courtesy: Skira)

Oggi è facile imbattersi in alcune delle numerosissime illustrazioni realizzate da Tom of Finland, già raccolte in svariati libri pubblicati in mezzo mondo. Tuttavia è assai più raro vederne i “dietro le quinte”: i bozzetti preparatori, gli schizzi, che sono stati finalmente raccolti in un volume da Skira.
Intitolato Tom of Finland. An Imaginary Sketchbook, il libro presenta una affascinante selezione di disegni, principalmente a grafite e matite colorate, che mostrano di fatto la genesi delle opere finite che hanno reso celebre l’autore.
«Siamo attratti dai disegni, e in particolare dagli schizzi, perché la loro modestia di mezzi e la loro incompletezza consentono una visione senza ostacoli dell’intenzione e della visione di un artista» scrivono Juerg Judin e Pay Matthis Karstens, curatori del libro (e anche del precedente volume Tom of Finland: Made in Germany, sempre Skira). «Ciò che troviamo in essi è spontaneità, immediatezza, nudità, subcoscienza e umorismo. I disegni sono la dichiarazione istantanea di un artista di ciò che è importante e ciò che non lo è. A volte la loro discontinuità e frammentazione ci confonde. Il loro contenuto personale e spesso disinibito potrebbe farci sentire a disagio. Eppure il vigore, la speculazione creativa e la libertà artistica che offrono ci attireranno comunque. Nessun gioco di parole. Tutto questo vale per i disegni di Tom of Finland».

Tom of Finland. An Imaginary Sketchbook raccoglie oltre 60 schizzi, già presentati in mostra nel 2017 proprio da Judin e Karstens nella loro Galerie Judin di Berlino.

Tom of Finland

An imaginary sketchbook

Skira, 2022
128 pagine, cartonato, rilegatura bodoniana
Acquista

Untitled (Preparatory drawing), 1973
grafite su carta, 42.2 × 29.5 cm
(© 1973 – 2022 Tom of Finland Foundation, Inc | courtesy: Skira)
Untitled (Preparatory drawing), 1977
grafite su carta, 30.5 × 20.3 cm
(© 1977 – 2022 Tom of Finland Foundation, Inc | courtesy: Skira)
Untitled (Preparatory drawing), 1980
grafite su carta, 41.9 × 29.8 cm
(© 1980 – 2022 Tom of Finland Foundation, Inc | courtesy: Skira)
Untitled (Preparatory drawing), 1988 ca.
grafite e matite colorate su carta, 29.8 × 21 cm
(© 1984 – 2022 Tom of Finland Foundation, Inc | courtesy: Skira)
Untitled (Preparatory drawing), 1989
grafite su carta, 48.3 × 36.2 cm
(© 1989 – 2022 Tom of Finland Foundation, Inc | courtesy: Skira)
Untitled (Preparatory drawing),1989
grafite su carta, 40.6 × 27.9 cm
(© 1989 – 2022 Tom of Finland Foundation, Inc | courtesy: Skira)
co-fondatore e direttore
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