L’illustratrice del lunedì: intervista ad Alessandra Bruni

Dal mese di ottobre, ogni lunedì, illustra per Frizzifrizzi una notizia della settimana precedente. Si chiama Alessandra Bruni ed è venuto il momento di conoscerla meglio.


I nostri lettori conoscono le tue illustrazioni ma raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni, dove vai?

Sono nata nel 1997 a Prato, in Toscana, dove ho passato solo i primi quattro anni. Già all’epoca praticavo quella che sarebbe diventata una delle mie più grandi passioni: dai racconti di mia mamma e dalle testimonianze dei suoi libri di ricette scarabocchiati, ho preso in mano la matita a 3 anni e non l’ho più lasciata.
L’arte mi ha sempre accompagnata in tutto il mio percorso, anche quando ho intrapreso una strada apparentemente lontana da questo ambito, decidendo di frequentare il liceo linguistico. Prima ancora di finirlo ho scoperto la passione per i tatuaggi, in quarta superiore ho iniziato l’apprendistato in uno studio a Cervia e mi sono specializzata nel settore continuando a lavorare anche in altre città. Ad ogni modo ho sempre avuto interessi di diversa natura, per arrotondare ho lavorato anche come modella e non appena ho potuto mi sono iscritta alla facoltà di Antropologia a Bologna.

(courtesy: Alessandra Bruni)

Quella strada si è (temporaneamente) fermata con l’avvento della pandemia, per la stessa ragione però ho iniziato a disegnare davvero. All’improvviso ho sentito che non avevo bisogno di fare altro, anche se il mondo fuori sembrava star finendo a me bastava creare. E l’ho fatto, durante il primo lockdown ho realizzato il mio primo portfolio che mi ha permesso di entrare a Mimaster, un’eccellente realtà formativa con sede a Milano. Questa esperienza ha segnato il mio percorso, ho scoperto le mie capacità e i miei limiti e la voglia di superarli. Ho imparato il vero significato di collaborazione, dividendo la mia esperienza con altri studenti talentuosi e speciali dal punto di vista umano. Ho avuto l’occasione di apprendere dalle esperienze e dai consigli di alcune tra le più notevoli figure del settore. Infine considero Giacomo e Ivan, i due direttori, due importanti punti di riferimento anche adesso che ho finito il master e il futuro mi appare come una pagina bianca ancora da scrivere, anzi, disegnare. 

Alessandra Bruni, “Sailors and Dreamers”
(courtesy: Alessandra Bruni)
Alessandra Bruni, “Painkiller and opioid addiction”, illustrazione realizzata per il giornale di strada tedesco Biss
(courtesy: Alessandra Bruni)

Cosa ti colpisce in una notizia quando decidi di illustrarla? E come procedi?

Quando leggo una notizia nuova capita che la mia mente crei all’istante dei collegamenti, allora avviene quello che comunemente chiamiamo colpo di fulmine. In questo caso sono costretta a fermarmi per appuntare uno schizzo che a volte si dimostra essere l’idea decisiva, altre volte si trasforma in tutt’altro senza lasciare alcuna traccia dei segni iniziali. Posso però scegliere una notizia anche per il semplice intento di divulgare, nel mio piccolo, un’informazione che ritengo importante e degna di essere conosciuta.
A volte è necessario fare molti tentativi e una ricerca più accurata per sviluppare l’illustrazione definitiva, cosa che mi porta spesso a scoprire nuove nozioni e a uscire dalla comfort zone arricchendo il mio linguaggio grafico.

Finora, per Frizzifrizzi hai illustrato notizie di cronaca, economia, attualità, costume. C’è un filone dell’informazione che ti interessa seguire di più?

No, non ho ancora sviluppato una preferenza verso un settore preciso. Mi piace variare cogliendo spunti da tutti gli ambiti affiché la ricerca risulti sempre stimolante, sia per me che per il pubblico.

Alessandra Bruni, “NASA Mission to Deflect an Asteroid”, illustrazione realizzata per la rubrica “Come ogni lunedì” di Frizzifrizzi
(courtesy: Alessandra Bruni)
Alessandra Bruni, “The Big Quit”, illustrazione realizzata per la rubrica “Come ogni lunedì” di Frizzifrizzi
(courtesy: Alessandra Bruni)
Alessandra Bruni, “New Zeland to ban smoking for future generations”, illustrazione realizzata per la rubrica “Come ogni lunedì” di Frizzifrizzi
(courtesy: Alessandra Bruni)

Hai uno sguardo molto internazionale sull’informazione. Nelle tue notizie leggiamo cosa succede negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia ma anche in Barbados e Nuova Zelanda. Su quale magazine o giornale ti piacerebbe vedere le tue illustrazioni? (A parte Frizzifrizzi ovviamente!)

Per evitare di annoiarvi con un lungo elenco di nomi cito solo alcuni tra quelli che più stuzzicano le mie ambizioni. Restando nei confini nazionali non posso fare a meno di menzionare Il Sole 24 Ore, La Repubblica e il Corriere della Sera. Spostandoci all’estero: The New Yorker, Le Monde, The Economist e The Wall Street Journal.
Mi ritengo già felicissima di avere l’opportunità di apparire qui su Frizzifrizzi e sono altrettanto contenta di aver “spuntato” dalla lista alcuni importanti magazine come The New York Times, L’Espresso e Internazionale, con cui spero di continuare ad avere a che fare in futuro.

Alessandra Bruni, “Higher Ground”, illustrazione realizzata per New York Times Book Review
(courtesy: Alessandra Bruni)

Oltre alle illustrazioni sull’attualità hai una tua produzione più personale, su temi spesso legati all’amore e alla coppia. Hai quindi due anime, una più legata al contemporaneo e una più intimista. Quale ti rappresenta di più e perché?

Nessuna delle due anime prevale sull’altra, al contrario, sono strettamente legate tra loro da un denominatore comune: la curiosità. Sono sempre stata estremamente curiosa, fin da bambina. Alle elementari spendevo la mia paghetta per collezionare giornali ed enciclopedie ma già al tempo mi affascinavano i rapporti umani che mi apparivano come un mondo intricato tutto da scoprire. Crescendo ho imparato a vederne le delicate sfumature che inevitabilmente influenzano le mie illustrazioni più personali. Tutte le altre, invece, sono sospinte da un’inesauribile fame di conoscenza e dalla voglia di perseguire degli ideali più alti.

Alessandra Bruni, “Love Game”
(courtesy: Alessandra Bruni)
Alessandra Bruni, “Good Night”
(courtesy: Alessandra Bruni)

Tu sei illustratrice e anche tatuatrice. Come ti dividi tra le due attività? C’è una contaminazione tra una cosa e l’altra?

È fondamentale che ci sia una contaminazione. Non soltanto tra tatuaggi e illustrazioni ma in questo specifico caso l’unica differenza che vedo è il destinatario.
Quando preparo il disegno di un tatuaggio posso scendere nel dettaglio traendo ispirazione dalla personalità del cliente che me lo ha richiesto. Fare illustrazioni invece implica avere un pubblico più ampio e preferisco usare un linguaggio universale attingendo dal variopinto panorama di simboli e metafore che il mondo ci offre. Non è escluso che le due visioni si mescolino, in alcuni casi.

A proposito di tatuaggi, svelaci cosa sta succedendo davvero: sui giornali abbiamo letto che da gennaio la UE vieterà i colori nei tatuaggi. È vero? Da qui in poi potremo tatuarci soltanto in bianco e nero?

Le notizie legate al mondo dei tatuaggi sono quasi sempre torbide e non è colpa dei colori. Ci troviamo davanti ad uno di quei casi in cui forse la voglia di catturare l’attenzione del lettore supera l’intenzione di informare. I titoli sensazionalistici sono spesso ingannevoli, grazie al parere professionale del mio commercialista e dei miei colleghi sono riuscita a farmi un’idea più chiara: il regolamento europeo semplicemente si assicura che siano evitate le sostanze cancerogene nella produzione degli inchiostri, risolvendo il problema al principio. Alcune grandi aziende hanno già provveduto a rifornire il mercato con prodotti a norma, ad eccezione di due pigmenti per cui non è ancora stata trovata un’alternativa. Ad ogni modo nemmeno questi saranno vietati, è prevista infatti una deroga che permette di continuare ad utilizzarli fino a gennaio 2023, a patto che rispettino la soglia (molto bassa) di concentrazione di sostanze potenzialmente nocive.

Alessandra Bruni, “In China, technology is at the service of repression”, illustrazione realizzata per L’Espresso
(courtesy: Alessandra Bruni)
Alessandra Bruni, “Cliffhanger”
(courtesy: Alessandra Bruni)
editorialista
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  1. Spettacolare Alessandra,le sue illustrazioni colpiscono nel profondo proprio perché dirette,semplici ed efficaci nel messaggio che vogliono lanciare.

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