Climate Emergency: un’animazione collettiva realizzata come un “cadavere squisito”

Inventato dai surrealisti nella Parigi degli anni ’20, il gioco del cadavre exquis era stato originariamente pensato per le parole: il primo o la prima partecipante scriveva un testo e poi piegava il foglio, nascondendo la maggior parte del contenuto, per poi passarlo alla persona successiva, che lo continuava il testo. E via così, fino alla fine, quando veniva rivelato il risultato.
La storia narra che nel primissimo tentativo uscì fuori la frase «Le cadavre exquis boira le vin nouveau», cioè “il cadavere squisito berrà il vino nuovo”: da qui il nome.

Col tempo questo passatempo creativo è stato applicato anche ad altri linguaggi, come ad esempio il disegno e il collage. C’è chi lo ha messo in pratica anche con le immagini in movimento, come ad esempio i talenti dell’animazione che hanno dato vita al progetto Climate Emergency, un cortometraggio che, come suggerisce il titolo, parla dell’emergenza climatica e lo fa attraverso gli sguardi e le sensibilità di autrici e autori differenti.

Fissata una tavolozza di colori, ogni filmmaker (o gruppo: c’è anche un duo) aveva un paio di mesi per realizzare il proprio segmento, e poteva vedere appena cinque secondi dell’animazione precedente, dunque restando perlopiù all’oscuro riguardo al messaggio, alla storia e ai personaggi.
Alla fine né è uscito fuori un bel video, firmato da Dino & Teacups, Carlos Alegria, Ala Nunu, Martynas Auž, Hend & Lamia, Ilona Poliszczuk e Yves Paradis.
A unire il tutto, oltre alla palette, la musica e il sound design di John Poon.

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