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Frame by Frame: le gif su carta nel primo libro di Giphy

Mettendo da parte l’annoso dibattito sul genere (i gif o le gif — in inglese è neutro, in italiano il neutro non c’è, quindi va fatta una scelta: chi scrive propende per la seconda) e sulla pronuncia della g (dura o morbida? Ghif o jif? L’Economist pubblicò qualche anno fa una mappa, frutto di un sondaggio, che evidenzia come la pronuncia più diffusa cambi da paese a paese ma anche come nel mondo prevalga la g dura — che uso anche io — nonostante Steve Wilhite, che fu a capo del gruppo che nel 1987 sviluppò questo formato di file per le immagini digitali, abbia rivelato che lui l’ha sempre chiamata — o chiamato — jif, avendo preso ispirazione da una marca di burro, appunto Jif, per coniare l’acronimo Graphics Interchange Format).
Mettendo da parte l’annoso dibattito, dicevo, le gif sono indubbiamente una delle fondamenta del linguaggio dei meme e della comunicazione online in generale.
Scrive la storica dell’arte e curatrice Valentina Tanni nel suo indispensabile saggio Memestetica:

«Le GIF animate sono una piattaforma aperta e malleabile, trasversale e popolare, economica e accessibile: facili da realizzare, pesano poco e sono leggibili da qualsiasi browser. Vengono utilizzate come veicolo espressivo a fini comici o parodici, ma anche come elemento linguistico, al pari delle emoticon: le cosiddette “reaction GIF”, inserite all’interno delle conversazioni sui social network, nelle chat e nelle email, sono infatti in grado di rinforzare l’espressione di emozioni e stati d’animo. In generale, le GIF devono il loro grande successo alla loro capacità di resistere all’interno di un mondo digitale in cui la soglia dell’attenzione degli utenti è sempre più bassa e la capacità di concentrazione si fa ogni giorno più breve, sommersa da stimoli continui e sovrapposti».

Giphy, “Frame by Frame”, 2021
(fonte: giphy.com)


Tanni — che usa il femminile — ha dedicato al “fenomeno GIF” un intero capitolo del suo libro, nel quale parla anche dell’uso che ne hanno fatto e ne fanno le artiste e gli artisti, sottolineando che alcune opere «vivono da sempre una doppia vita, circolando allo stesso tempo dentro e fuori dal mondo dell’arte», dai musei alle chat, dalle gallerie alle pagine social (Tanni, nello specifico, parla del caso di Scorpion Dagger, ma tutto questo è vero anche per un gran numero di autrici e autori di gif).

Tra le piattaforme più usate, laddove convivono vere e proprie opere d’arte “dalla doppia vita” e gif “vernacolari” senza alcuna velleità artistica, c’è Giphy, fondata nel 2013 da Jace Cooke e Alex Chung (per la cronaca: quest’ultimo propende per la pronuncia con la g).
Oggi parte della famiglia Facebook (ma forse non per molto), Giphy ha recentemente dato alle stampe il suo primo libro, che dimostra come lo schermo non sia l’unico supporto possibile per queste brevi animazioni.

Sfruttando una tecnologia di stampa che ha ormai ottant’anni alle spalle ma che non cessa mai di sorprendere con la sua semplice “magia” — ovvero la cosiddetta stampa lenticolare —, alcune delle immagini del volume, a partire dalla copertina, sembrano prendere vita. Altre sono invece state “tradotte” in sticker o suddivise fotogramma per fotogramma.

Giphy, “Frame by Frame”, 2021
(fonte: giphy.com)
Giphy, “Frame by Frame”, 2021
(fonte: giphy.com)

Il libro, intitolato Frame by Frame, è stato prodotto in edizione limitata ed è piuttosto costoso: 75$. Se ne può però sfogliare una versione digitale sul sito del progetto.
Sono 35 le artiste e gli artisti che hanno ricevuto l’invito a partecipare con un’opera a testa: Chelsea Akpan, Angie Amaro, Audrey Beale, Binx, Marie Boiseau, Matthias Brown, Jason Clarke, Nicole Daddona, Bryndon Diaz, Head Explodie, Erma Fiend, Edgar Fabián Frías, Joi Fulton, Lo Harris, Tianna Harvey, Parker Jackson, Loulou João, Toyoya Li, Sam Madhu, Megan Motown, Dax Norman, Ndubisi Okaye, Sazan Pasori, Nicky Rojo, Laurie Rowan, Dai Ruiz, RaFia Santana, Jimmy Simpson, Hope Sincere, Thomas Slater, Danski Tang, Sam Taylor, Trap Bob, Joe Winograd, Jamie Wolfe.
Ciascuna “animazione di carta”, inoltre, si può anche vedere in digitale sul proprio smartphone, inquadrando gli appositi codici QR che appaiono tra le pagine.

La versione fisica del libro si può acquistare qui.

Giphy, “Frame by Frame”, 2021
(fonte: giphy.com)
Giphy, “Frame by Frame”, 2021
(fonte: giphy.com)
Giphy, “Frame by Frame”, 2021
(fonte: giphy.com)
Giphy, “Frame by Frame”, 2021
(fonte: giphy.com)
Giphy, “Frame by Frame”, 2021
(fonte: giphy.com)
Giphy, “Frame by Frame”, 2021
(fonte: giphy.com)
Giphy, “Frame by Frame”, 2021
(fonte: giphy.com)
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