Rigoni Stern, un graphic novel di Camilla Trainini e Chiara Raimondi dedicato allo scrittore di Asiago

Il primo libro di Mario Rigoni Stern l’ho letto quando ero ancora bambina. In un pomeriggio annoiato, mossa dalla curiosità, avevo deciso di affrontare le coste dei libri presenti nella libreria di mia nonna, convinta che fosse giunto il momento di conoscere cosa leggevano gli adulti. Non avevo desideri impossibili, piuttosto puntavo a qualcosa di non troppo voluminoso e dal titolo che mi ispirasse. Mia nonna, che nel frattempo mi aveva raggiunta, ci mise poco a scegliere per me: allungò da dietro le mie spalle una mano e tirò via da uno scaffale un libricino dal titolo Arboreto salvatico. Mi disse che tra le sue pagine avrei trovato storie di alberi e di uomini, di ricordi e di montagne, tutte quelle cose che amava raccontarmi anche lei. Mario Rigoni Stern mi tenne compagnia fino all’ora di cena e per moltissimi anni. 

Nacque nel novembre del 1921 in un luogo che amò profondamente e che descrisse nei suoi libri in modo dettagliato, l’altopiano di Asiago. Lo abbandonò giovanissimo solo durante la seconda guerra mondiale, quando prese parte alla Campagna di Russia e divenne poi prigioniero dei nazisti in alcuni lager. Quegli anni lo segnarono profondamente e, da testimone che fu di quegli eventi, ne scrisse perché altri potessero sapere, perché nessuno potesse dimenticare. 

Camilla Trainini e Chiara Raimondi, “Rigoni Stern”, BeccoGiallo Editore, 2021
(courtesy: BeccoGiallo Editore)
Camilla Trainini e Chiara Raimondi, “Rigoni Stern”, BeccoGiallo Editore, 2021
(courtesy: BeccoGiallo Editore)

Il graphic novel illustrato da Chiara Raimondi e sceneggiato da Camilla Trainini, edito da BeccoGiallo, Rigoni Stern, racconta una parte di quegli anni e di quello che venne anche dopo: la guerra sul suolo russo, i venti mesi di prigionia e il viaggio nel 1971 per tornare lungo le rive del Don dove aveva combattuto, dove aveva visto morire amici e commilitoni. Sono le vicissitudini, anche se con qualche libertà, di cui scrisse ne Il sergente della neve e ne Il ritorno sul Don e che qui si trasformano in bellissime tavolate illustrate.

Mario è seduto alla sua scrivania all’ufficio del catasto di Asiago, dove lavora, e mentre si sorprende a scrivere i nomi dei suoi compagni, comprende che è arrivato il momento di chiudere i conti in sospeso col passato. È il 1971 e assieme alla moglie Anna decide di mischiarsi ai numerosi turisti che visitano la Russia e tornare lì dove tutto è iniziato. 
Gli basta arrivare a Kiev, poi spostarsi verso il Don, per reimmergersi in quel passato. Non c’è più traccia di quella guerra, dove prima si sparava ora ci sono ponti. Ma lui ricorda il Natale del 1942 nel Caposaldo alpino “Campanelli” con Giuanin che gli chiede quanto è lontana l’Italia e se mai riusciranno a tornare a casa, i soldati russi che invocano la madre poco prima di morire, la lunga marcia al gelo verso occidente.

Camilla Trainini e Chiara Raimondi, “Rigoni Stern”, BeccoGiallo Editore, 2021
(courtesy: BeccoGiallo Editore)
Camilla Trainini e Chiara Raimondi, “Rigoni Stern”, BeccoGiallo Editore, 2021
(courtesy: BeccoGiallo Editore)

Vuole ritrovare a tutti i costi i luoghi della battaglia di Nikolaekva. Nessuno, anche i locali, sembra sapere più dove si trovino, ma lui li riconosce non appena vi mette piede. Era il 26 gennaio 1943, lì persero la vita 30mila uomini e tra questi, i suoi più cari amici: Giuanin non sarebbe mai più tornato a casa.
Inizialmente non lo fa nemmeno Mario, che il 9 settembre dello stesso anno viene fatto prigioniero dai suoi connazionali. Vuole tornare anche lì con Anna, nei lager tedeschi che tornano spesso nei suoi incubi.
Ma come riuscì a tornare a casa — anzi “a baita”, come direbbe lui — nel maggio del 1945, anche questo viaggio si conclude. C’è l’altopiano di Asiago ad attenderlo, ci sono gli alberi che riuscirono a ridargli la forza che temeva di aver perso del tutto, ci sono gli animali i cui versi lo distolgono dal passato, c’è la neve che non è più nemica ma compagna assieme al ricordo dei compagni di lunghe escursioni con gli sci, c’è la natura che sa curare ogni ferita.

Mario Rigoni Stern se ne è andato il 16 giugno del 2008, nella casa che aveva costruito con le sue mani, circondato dall’affetto di Anna, dei figli, delle sue montagne. Mia nonna lo ha seguito dopo non molti anni, lontana però dalle Dolomiti cadorine dove trovava sempre il sorriso. Mi piace immaginarli seduti su una panca in legno nel bosco, a raccontarsi storie dei luoghi che hanno amato, delle persone care e dei libri che hanno letto.

Camilla Trainini e Chiara Raimondi, “Rigoni Stern”, BeccoGiallo Editore, 2021
(courtesy: BeccoGiallo Editore)
Camilla Trainini e Chiara Raimondi, “Rigoni Stern”, BeccoGiallo Editore, 2021
(courtesy: BeccoGiallo Editore)
Camilla Trainini e Chiara Raimondi, “Rigoni Stern”, BeccoGiallo Editore, 2021
(courtesy: BeccoGiallo Editore)
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