La mia Covid Free Week

All’inizio di luglio ho postato una serie di consigli zen per scrivere sulla pagina di Ararat e tra questi c’era anche: passare un intero giorno, settimana o mese, senza leggere e ascoltare nulla sul Covid e senza parlarne (anzi forse era addirittura il primo dei consigli).
Non lo avevo ancora messo in pratica però e così ho pensato di farlo a settembre. 
Ho cominciato con un giorno, poi sono diventati due, poi mi sono detto, già che ci siamo faccio anche il week end. E poi è diventata una settimana. 

Devo dire che è più semplice di quel che sembrava. Il primo giorno ho oscurato una ventina di articoli, tra quelli che mi compaiono su Facebook. Il secondo giorno soltanto la metà (perché Facebook me ne ha proposti meno). Il terzo giorno forse 3 o 4.
Nei giorni successivi mi sono comparsi a giorni alterni qualche articolo in più o in meno, ma il grosso l’ho scremato il primo giorno. Bizzarramente, al sesto giorno, non mi sono praticamente comparse notizie sul Covid.
Nel frattempo, ho nascosto anche qualche post di conoscente, ma poca roba. 
Per radio e TV ho semplicemente cambiato stazione e canale durante le news e devo dire che, nel complesso, sono stato bene.

Attraverso le pagine dei social sono riuscito a seguire comunque l’informazione generale, giusto per essere aggiornato sulle principali tragedie che affliggono il mondo e sulle prossime presidenziali francesi. Per il resto, mi sono iscritto ad alcune pagine Facebook un po’ frivole: un paio sono dedicate ai Masters of the Universe (tornati di recente in TV son una miniserie Netflix) e ai nostalgici dei fumetti Corno (per chi non se la ricorda, la Corno fu la prima a pubblicare ei supereroi Marvel in Italia).
Poi mi sono iscritto ad alcune pagine sul Brutalismo, che conoscevo poco, e una su Moebius. Come risultato, ora so tutto sulle serie originali e i remake delle action figures MOTU (e so cosa farmi regalare al compleanno!), ho ritrovato copertine Marvel molto belle, ho scoperto che il Brutalismo è talmente brutto che non mi dispiace e mi è tornata voglia di leggere qualcosa di Moebius.

E IL COVID? 

Non ne so più nulla. Mi sono perso la prima settimana di applicazione del green pass nei trasporti, la riapertura delle scuole, la contabilità aggiornata di morti, guariti e postivi, le nuove varianti, tutto. Probabilmente mi sono perso anche la notizia che da domani dovremo girare solo con lo scafandro. 
Poco male. Sono sicuro che online se ne trova di carini. 

Illustrazione di Alessandra Bruni

COMPITI PER CASA

Sia ben chiaro, non sto lanciando nessuna moda, ma se volete provare a cimentarvi anche voi con un periodo Covid free, potete scegliere il vostro livello di difficoltà:

LIVELLO EASY
1 giorno Covid Free

È semplice da realizzare. Basta non guardare i social, spegnere TV / radio e dovreste cavarvela abbastanza bene. Potete facilmente trasformarlo in un week end o anche un week end lungo, a partire da venerdì.
Il lunedì mattina, smanettando su Google dalle 6 del mattino, potrete recuperare facilmente tutta l’ansia che vi siete persi.

LIVELLO MEDIO
1 settimana Covid Free

Questa è più complessa da realizzare e serve un po’ di organizzazione in più.
Sui social dovrete regolarmente oscurare post e articoli sul tema Covid (anche quelli collaterali, su manifestazioni, questioni sindacali, problemi dei trasporti, ecc). 
I telegiornali non parlano di altro, quindi la cosa più pratica è saltarli. A meno che non vi piaccia lo sport.
Se non vivete in una grotta può essere complicato non sentirne parlare dalle persone:  in treno, dal dottore, in coda al supermercato. Niente però a cui un paio di cuffie e la discografia completa di David Bowie non possano rimediare. 
E se qualcuno ve ne parla direttamente? Potete sempre dire: Scusa, sto partecipando alla Covid Free Week, puoi dirmelo la prossima settimana ?

LIVELLO NINJA
1 mese Covid Free

Molto complicato. Sappiate che già dopo la prima settimana gli amici vi guarderanno come si guardano quelli che si fanno cappelli di stagnola per non farsi leggere la mente dagli ufo.
Dopo la seconda settimana, probabilmente vi toglieranno l’amicizia sui social.
Dopo la terza vi chiederanno come si fa un cappellino di stagnola per non farsi leggere la mente dagli ufo.
Alla quarta non vi serviranno cappelli di stagnola: sarete voi gli ufo.
Io forse ci provo lo stesso.

L'illustrazione di questo articolo è di Alessandra Bruni

L’illustrazione di questo articolo è di Alessandra Bruni

Ha 23 anni ed è illustratrice e tatuatrice.
Dopo il liceo ha studiato Antropologia Culturale a Bologna e nel 2021 ha frequentato Mimaster, a Milano.
Dal 10 settembre al 15 ottobre trovate le sue opere esposte al Pop Start, nuovo spazio artistico multifunzionale situato nel centro storico di Mantova. 
La parola chiave è “osare”.

editorialista
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