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Tesori d’archivio: le illustrazioni di moda e i pattern della rivista di inizio ‘900 Art Goût Beauté

Art, Goût, Beauté, cioè Arte, Gusto, Bellezza. Era questo il nome di una delle più lussuose riviste femminili di moda degli anni ’20 e ’30 del Novecento.
A pubblicarla era un’azienda tessile, la Albert Godde-Bedin et Compagnie di Lione. A sua volta nata dalla fusione tra due storiche società francesi — la Simonet (poi diventata Bedin), che fin dalla metà del ‘700 produceva mussola di cotone, e la casa di produzione di seta Albert Godde — la Albert Godde-Bedin era un vero colosso, anche per i canoni odierni, con stabilimenti in mezzo mondo — Lione, Tarare e Mulhouse in Francia, e poi Polonia, Canada e Stati Uniti — e decine di uffici e punti vendita dall’Atlantico al Pacifico.
Interessata a pubblicizzare in maniera discreta ma efficace i suoi prodotti, utilizzati da alcune tra le più grandi firme dell’alta moda, l’azienda decise di lanciare un proprio magazine in uno dei periodi di maggior fermento per l’editoria periodica dedicata allo stile e agli abiti.

La redazione fu installata a Parigi, il centro dell’universo per la moda dell’epoca, e la direzione creativa venne affidata a Henri Rouit, del quale sono giunte fino a noi ben poche notizie.
Inizialmente il nome scelto per la rivista fu Les succès d’Art, Goût, Bon ton, che richiamava il nome di un altro celebre magazine — la Gazette du bon ton — e soprattutto utilizzava le medesime iniziali della casa produttrice (AGB). Quest’ultima, tuttavia, scelse di assumere una posizione defilata tra le pagine della rivista, senza dare troppo spazio al marchio aziendale.

Illustrazione tratta dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1924
(fonte: rawpixel.com)
Illustrazione tratta dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1924
(fonte: rawpixel.com)

Il primo numero uscì nel settembre del 1920 in una preziosissima edizione rilegata con filo di seta e illustrata a colori con tavole — prodotte con la tecnica del pochoir, all’epoca assai in voga — che mostravano le ultime novità in fatto di abbigliamento.
Di lì a poco il nome della testata cambiò due volte nello stesso anno, il 1921, diventando prima Art, Goût, Bon ton: feuillets d’art de l’élégance féminine e infine Art, Goût, Beauté: feuillets de l’élégance féminine, che rimase fino al 1933, quando la pubblicazione cessò.

Nei suoi poco più di dodici anni di vita la rivista uscì ogni mese, addirittura in tre edizioni: francese, la principale, ma anche inglese e spagnolo. Oltre a raccogliere numerose illustrazioni con le ultime collezioni (ma nel 1930 venne introdotta anche la fotografia), ciascun numero parlava di tendenze, mondanità, storia del costume, e c’erano anche pubblicità.
Pensato per un pubblico di donne molto facoltose, il magazine incarnava appieno lo spirito e l’estetica art déco.
Era inoltre celebre per i suoi coloratissimi risguardi, che in ciascun numero presentavano un tessuto e un pattern prodotti dalla casa madre.

Risguardo, dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1928
Designer: sconosciuto
(fonte: rawpixel.com)
Risguardo, dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1929
Designer: Charles Goy
(fonte: rawpixel.com)
Risguardo, dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1929
Designer: Charles Goy
(fonte: rawpixel.com)
Risguardo, dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1931
Designer: Charles Goy
(fonte: rawpixel.com)
Risguardo, dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1931
Designer: sconosciuto
(fonte: rawpixel.com)
Risguardo, dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1932
Designer: sconosciuto
(fonte: rawpixel.com)

Nel 1933, anche a causa degli ormai altissimi costi di stampa in un periodo di drammatica crisi economica, la rivista chiuse. A riprenderne in parte titolo e spirito fu, nello stesso anno, il magazine Voici la mode, sottotitolato proprio Art, Goût, Beauté. L’editore — Edouard Boucherit, già fondatore, nel 1919, di Modes & Travaux, un periodico per la “casalinga chic” che esiste ancora oggi — decise però di fermare la pubblicazione nel 1937.

Oggi sono rarissime le raccolte complete di Art, Goût, Beauté, ma online se ne possono sfogliare diversi numeri: su Gallica c’è quasi tutta l’edizione francese, mentre quella inglese è conservata presso la California State Library e si può consultare sull’Internet Archive.
Le singole illustrazioni che pubblichiamo, invece, si possono trovare, anche in alta risoluzione e scaricabili gratuitamente, su Rawpixel, che ha restaurato in digitale le tavole digitalizzate e messe online dal Rijksmuseum di Amsterdam.

Illustrazione tratta dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1924
(fonte: rawpixel.com)
Illustrazione tratta dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1926
(fonte: rawpixel.com)
Illustrazione tratta dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1926
(fonte: rawpixel.com)
Illustrazione tratta dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1926
(fonte: rawpixel.com)
Illustrazione tratta dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1926
(fonte: rawpixel.com)
Illustrazione tratta dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1928
(fonte: rawpixel.com)
Illustrazione tratta dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1931
(fonte: rawpixel.com)
Illustrazione tratta dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1931
(fonte: rawpixel.com)
Illustrazione tratta dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1931
(fonte: rawpixel.com)
Illustrazione tratta dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1931
(fonte: rawpixel.com)
Illustrazione tratta dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1931
(fonte: rawpixel.com)
Illustrazione tratta dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1931
(fonte: rawpixel.com)
Illustrazione tratta dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1932
(fonte: rawpixel.com)
Illustrazione tratta dalla rivista Art Goût Beauté, Francia, 1932
(fonte: rawpixel.com)
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