Quello del ritorno a casa è un topos narrativo che ha attraversato l’intera storia dell’umanità. Dal più celebre esempio — Ulisse — fino agli hobbit del Signore degli Anelli e a migliaia di film, serie tv e romanzi contemporanei. Denominato nostos (in greco “il ritorno”: da qui viene anche nostalgia), è una delle tappe finali del cosiddetto monomito, il viaggio dell’eroe, che dopo essere partito all’avventura e aver affrontato un percorso di iniziazione pieno di sfide, giunge nuovamente nel suo luogo di origine, che trova ormai definitivamente trasformato, perché a essere cambiato è innanzitutto lui.
Non ci sono lotte cruente, poteri magici e esseri provenienti da altri mondi lungo il cammino dell’illustratrice veneta Elena Xausa — per lo meno per quanto ne sappia io, ma una mano sul fuoco non ce la metterei, ché quella supereroistica X nel cognome potrebbe rivelar sorprese — ma la sua strada professionale e creativa, iniziata nelle terre natie, l’ha poi condotta effettivamente lontano, sia fisicamente che artisticamente: Venezia, Berlino, Milano, New York, a collaborare con realtà come il New Yorker e il New York Times, Die Zeit e Le Monde, Moncle e McSweeney’s, BBC Science e Der Spiegel, e poi Feltrinelli, Esquire, Vanity Fair, Vogue, Rolling Stone, Icon, Mousse, Vice, L’Officiel Hommes, Rivista Studio, IL Magazine, e aziende come Nike, Adidas, Fendi, Siemes, Moleskine, Yoox.
Nel 2019 un biglietto di sola andata da New York a Venezia l’ha riportata a casa, nel suo territorio, lì dove tutto è cominciato. Ecco il nostos. Il cerchio si chiude, ma la protagonista, l’eroina, rientra trasformata da tutte le avventure incontrate lungo il cammino.
«Le numerose collaborazioni internazionali che l’artista ha collezionato nel corso degli anni sono il frutto di una ricerca costante attraverso la quale ha creato uno stile che le permette di parlare a più culture visive. Elena Xausa è riuscita infatti a sviluppare un linguaggio universale grazie a una forte consapevolezza del proprio immaginario visivo di partenza e a una continua rielaborazione degli stimoli provenienti da esperienze professionali e personali vissute in altri paesi», così scrive Melania Gazzotti, curatrice della grande mostra personale con cui “la casa” — in questo caso il Museo Civico di Bassano del Grappa — celebra il ritorno dell’artista.
«Crescendo a Marostica, venivo spesso portata dai miei genitori a vedere le mostre nel vicino Museo Civico di Bassano del Grappa, dove ammiravo dipinti a olio classici e statue di mitici uomini nudi e dettagliati disegni architettonici di cattedrali gotiche. È oltre il surreale che la mia prima mostra retrospettiva, curata dalla meravigliosa Melania Gazzotti, si svolgerà proprio in quello stesso museo (per giunta dividendo lo spazio con un’esposizione di Andrea Palladio)» ha rivelato Xausa su Instagram, presentando Elena Xausa. Coming Home — questo il titolo dell’esposizione, composta da una selezione di 70 opere tra quelle realizzate dall’illustratrice negli ultimi 10 anni.

(courtesy: Elena Xausa)
Accompagnata da un bel catalogo progettato da BBDB Studio (che ha curato anche tutta l’immagine della mostra), l’esposizione è arricchita anche da tre opere inedite: un trittico — Futuro remoto, composto dalle tavole Past, Now e Future — realizzato appositamente per la retrospettiva e dedicato al Ponte Vecchio di Bassano del Grappa, di recente restaurato.
(courtesy: Elena Xausa)
«Da poco restituito alla comunità al termine dei lunghi lavori di restauro, diviene il simbolo della rinascita della città e, parallelamente, l’oggetto con cui l’opera di Elena si rinnova e apre ad una nuova fase. Come una linea temporale che ripercorre le diverse epoche della città, sul Ponte trovano posto, un po’ disordinatamente, personaggi, eventi e storie. Gli elementi caratteristici di Bassano si mescolano in una triplice rappresentazione che connette passato, presente e futuro. Un ponte fisico, vivo e popolato, simbolo di collegamento, continuità e abbraccio nel tempo. Un abbraccio alla città, un abbraccio tra Elena e il suo territorio, orgoglioso di riaccoglierla a casa!» ricorda, tra le pagine del catalogo, Andrea Rossato, storico dell’arte, curatore e responsabile della comunicazione del Museo Civico di Bassano del Grappa.
Inaugurata lo scorso 26 giurno, Elena Xausa. Coming Home resterà allestita fino al 20 settembre 2021.

(courtesy: Elena Xausa)

(courtesy: Elena Xausa)

(courtesy: Elena Xausa)