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Illustrazione di Meltem Şahin, Turchia (courtesy: La Guarimba)

Le 15 nuove locandine del festival La Guarimba

È ormai diventata una tradizione, qui su Frizzifrizzi, ospitare le locandine illustrate del festival di cortometraggi La Guarimba.
Abbiamo cominciato nel 2017, a partire dalla quinta edizione, da allora accompagnando ogni anno, da lontano, l’avventura nata dalla pazza idea di Giulio Vita e Sara Fratini di scrivere sulle mappe culturali internazionali il nome del piccolo centro calabrese in cui viene organizzato il festival: Amantea, un gioiello incastonato nella roccia e affacciato sul Tirreno.

La locandina ufficiale
Illustrazione di Mikel Murillo, Spagna (courtesy: La Guarimba)

Per chi ancora non lo conoscesse, La Guarimba — termine che nella lingua degli indios venezuelani significa “posto sicuro” — è un evento come non ce ne sono altri al mondo. Situato in una delle regioni più scomode da raggiungere, attira ogni estate persone da ogni angolo del pianeta, e in poche edizioni è riuscito a ritagliarsi un ruolo di assoluta rilevanza nel panorama globale delle arti cinematografiche.

Nel 2020 il festival è stato uno dei pochi a tenersi in presenza, pur rispettando scrupolosamente le regole, ma il virus è stato forse l’ultimo dei problemi: «Il comune di Amantea prima della pandemia è stato sciolto per mafia, poi ha vinto la Lega, poi il lungomare è stato distrutto da una mareggiata, poi, quest’anno, è caduto il centro storico. Insomma, diciamo che la pandemia è un altro fattore che uno deve imparare a “surfare”» ha raccontato recentemente Vita durante un’intervista tramessa dall’emittente crotonese Radio Barrio.
«Provo a fare cultura nella “terra dell’impossibile”» ha aggiunto.

La “terra dell’impossibile” è quella piena di realtà vivissime e che tanto si spendono per fare cultura, ma che rimangono ad anni luce dalle istituzioni locali. Il paradosso è che un’eccellenza come La Guarimba è più vicina a Roma e Bruxelles che a Catanzaro: nel 2020 il progetto ha ricevuto la Medaglia di Rappresentanza dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri ma i rappresentanti della regione, invitati a visitare l’evento, non si sono presentati.

Illustrazione di Paulo Albuquerque a.k.a. Cesáh, Portogallo (courtesy: La Guarimba)
Illustrazione di Egle Zvirblyte, Lituania (courtesy: La Guarimba)

Chi si presenta, però, è la gente. Quella che il cinema lo fa e quella che il cinema vuole vederlo — il motto è proprio «riportare il cinema alla gente e la gente al cinema».
Per questa nona edizione l’organizzazione ha ricevuto ben 1174 corti da 80 paesi. Se ci fosse bisogno di una dimostrazione dell’effettiva portata de La Guarimba, sta tutta in quei numeri, che danno anche l’idea della multiculturalità che impregna tutto il progetto, a partire dal fondatore e dalla fondatrice — Vita è calabrese, è cresciuto in Venezuela, ha studiato in Spagna e poi è tornato in Calabria, mentre Fratini è venezuelana di origini italiane, ha studiato in Spagna e in Francia e ora è pure lei ad Amantea — giù fino alla squadra che costruisce l’evento, e alle artiste e agli artisti che ogni anno realizzano le locandine.

Da anni, infatti, il festival chiede a talenti di tutto il mondo di realizzare un manifesto.
Il progetto si chiama Artists for La Guarimba e, oltre che un occasione per promuovere l’appuntamento, diventa anche un mostra, sia online che fisica, durante le giornate agostane in cui vengono proiettati i corti selezionati.
Per questa nona edizione, che andrà in scena dal 7 al 12 agosto 2021, i poster sono stati realizzati da Mikel Murillo (Spagna), autore della locandina ufficiale, e poi Paulo Albuquerque a.k.a. Cesáh (Portogallo), Egle Zvirblyte (Lituania), Flora Anna Buda (Ungheria), Giovanna Lopalco (Italia), Gwladys Gambie a.k.a. Black Meisha (Martinica), Meltem Şahin (Turchia), Natasha Dinjar (Australia), Sawako Kabuki (Giappone), Śhąüņ Bůķhüţh (Mauritius), Zoran Popac (Serbia), Boyoung Kim (Corea del Sud), Keya Tama (Sudafrica), Harriet Lenneman (USA) e Mela Pabon (Porto Rico).
Ciascunǝ di loro ha reinterpretato col proprio stile e il proprio immaginario la mascotte del festival, la scimmia: «Così come le scimmie saltano da un ramo all’altro, la scimmia de La Guarimba salta da una mano all’altra attraverso l’interpretazione di meravigliosi artisti sparsi nel mondo. In questo viaggio impara nuove lingue per poi tornare ogni agosto a casa» spiegano Vita e Fratini.

Illustrazione di Flora Anna Buda, Ungheria (courtesy: La Guarimba)
Illustrazione di Giovanna Lopalco, Italia (courtesy: La Guarimba)
Illustrazione di Gwladys Gambie a.k.a. Black Meisha, Martinica (courtesy: La Guarimba)
Illustrazione di Meltem Şahin, Turchia (courtesy: La Guarimba)
Illustrazione di Natasha Dinjar, Australia (courtesy: La Guarimba)
Illustrazione di Sawako Kabuki, Giappone (courtesy: La Guarimba)
Illustrazione di Śhąüņ Bůķhüţh, Mauritius (courtesy: La Guarimba)
Illustrazione di Zoran Popac, Serbia (courtesy: La Guarimba)
Illustrazione di Boyoung Kim, Corea del Sud (courtesy: La Guarimba)
Illustrazione di Keya Tama, Sudafrica (courtesy: La Guarimba)
Illustrazione di Harriet Lenneman, USA (courtesy: La Guarimba)
Illustrazione di Mela Pabon, Porto Rico (courtesy: La Guarimba)
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