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L’enciclopedia delle piante impossibili di Hinke Weikamp

Era il 1976 quando il grande artista e designer olandese Leo Lionni pubblicò con Adelphi un piccolo capolavoro intitolato La botanica parallela, poi scomparso per decenni dagli scaffali delle librerie per ricomparire solo nel 2012 in una nuova edizione dell’editore Gallucci.
Nel libro, Lionni presentava — nei modi e nel linguaggio di un vero trattato scientifico — una lunga serie di piante inesistenti, corredate di illustrazioni, storie più o meno plausibili, imperdibili divagazioni e ricchi apparati di note e citazioni da fantomatici studi. Tra le pagine troviamo meraviglie come le mollette di bosco, che assomigliano alle mollette per appendere il bucato; le labirintiane, le cui foglie hanno venature che ricordano appunto dei labirinti; o il giraluna, con una corona piena di cuscinetti a sfera.

(foto e copyright: Maria Stijger | courtesy: Hinke Weikamp)

«Ogni scoperta, anche minore, comporta una ridefinizione di tutto quello che fino a ieri avevamo comodamente accettato come l’unica possibile misura del reale. E così anche la scoperta di questa botanica desueta e inquietante era destinata a sconvolgere l’illusoria integrità delle nostre previe nozioni di realtà e irrealtà» scrive l’autore nel testo introduttivo della sua Botanica parallela. Una frase che a suo tempo appuntai, e che mi è tornata in mente quando ho visto le opere della serie Encyclopedia of newfound plants, dell’artista Hinke Weikamp — anche lei dei Paesi Bassi come Lionni.

Di base a Utrecht e con alle spalle studi in progettazione grafica, Weikamp durante l’università si è appassionata alla tecnica della monotipia. Da circa due anni l’artista ha intrapreso il progetto della Enciclopedia componendo diversi elementi vegetali raccolti personalmente, perlopiù muschi, per poi inchiostrarli e imprimerli su carta grazie al torchio, ottenendo stampe in esemplare unico delle piante che non esistono — o meglio, che sono esistite solo per il fugace istante della stampa, con quest’ultima a rappresentare la solitaria traccia del loro rapido “passaggio di stato”, dal mondo delle idee a quello materiale e poi di nuovo nella dimensione del pensiero.

Tutte le opere della serie si possono acquistare contattando Weikamp, che di recente ha anche iniziato a realizzare composizioni ancora più affascinanti dove, in negativo, (non) appaiono i vasi che contengono le piante, la cui presenza è suggerita unicamente dalla forma assunta dai vegetali che vi stanno idealmente dentro.

(copyright e courtesy: Hinke Weikamp)
(copyright e courtesy: Hinke Weikamp)
(foto e copyright: Maria Stijger | courtesy: Hinke Weikamp)
(copyright e courtesy: Hinke Weikamp)
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