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I cattivi Disney diventano dei box di Polly Pocket

Da grande amante dei “mondi in miniatura” e di cofanetti di ogni sorta, nonché apertissimo e assolutamente a mio agio con quelli che, quando ero piccolo, erano “giochi da femmina”, sarei stato perfettamente in target con le Polly Pocket. Purtroppo, o per fortuna, sono arrivate sul mercato quando avevo già dodici anni e i miei interessi si erano spostati perlopiù verso i computer, le mountain bike e gli esperimenti da piccolo chimico. Ma ricordo bene le pubblicità, che all’epoca si riferivano al gioco prodotto dalla società britannica Bluebird Toys.

Inventato nel 1983 — come riferisce Wikipedia — da un certo Chris Wiggs, un padre che voleva creare per sua figlia una bambola provvista di un mini-scenario portatile, Polly Pocket ebbe la sua primissima versione all’interno di un portacipria (questo potrebbe essere il prototipo).
Wiggs vendette poi l’idea alla Bluebird, che cominciò a commercializzarla nel 1989. Come spiega questa youtuber dalla parlantina rapida, la bambolina era «alta meno di un pollice, cosa che la rendeva perfetta per scomparire nel nulla nella confusione della tua cameretta o infilarsi nella gola dei più piccoli».
In realtà il problema della pericolosità arrivò anni dopo, quando Polly Pocket era ormai un prodotto Mattel. Il colosso americano, dopo aver ottenuto i diritti di distribuzione agli inizi degli anni ’90, acquisì definitivamente il marchio nel 1998, riprogettandolo completamente. La bambolina diventò più grande, e soppiantò i mini-mondi, che non vennero più prodotti a partire dal 2002.
A causare problemi di sicurezza furono invece dei vestitini magnetici, introdotti quando il prodotto era già ormai in pieno declino. Nel 2006, dopo che alcuni bambini li ingerirono, Mattel ritirò dal mercato oltre 4 milioni di pezzi.

Crudelia De Mon, da “La carica dei cento e uno”, 1961
(grafica 3d di Jan Koudela | courtesy: TheToyZone)
Malefica, da “La bella addormentata nel bosco”, 1959
(grafica 3d di Jan Koudela | courtesy: TheToyZone)

Oggi Polly Pocket esiste ancora, c’è pure la serie su Netflix. Ciò che non esiste davvero è la versione pollypocketizzata delle cattive e dei cattivi dei film d’animazione Disney.
Quelle realizzate dal designer e artista ceco Jan Koudela sono infatti opere di grafica 3D, commissionate dal sito TheToyZone, specializzato in recensioni di giochi e giocattoli.

Koudela, che già qualche mese fa aveva riservato lo stesso trattamento ad alcune celebri case di film e serie tv (dai Simpson a Stranger Things, dai Tenenbaum a Shinging, da Il Signore degli Anelli a Friends), stavolta si è spostato su quelli che, tutto sommato, sono i personaggi più interessanti dei lungometraggi Disney: Ursula de La Sirenetta, Grimilde di Biancaneve, Capitan Uncino di Peter Pan, Crudelia De Mon de La carica dei cento e uno, Malefica de La bella addormentata nel bosco e Stinky Pete di Toy Story 2 — ciascunǝ di loro col proprio mini-mondo tascabile.

La regina Grimilde, da “Biancaneve e i sette nani”, 1937
(grafica 3d di Jan Koudela | courtesy: TheToyZone)
Ursula, da “La sirenetta”, 1989
(grafica 3d di Jan Koudela | courtesy: TheToyZone)
Stinky Pete, da “Toy Story 2 – Woody e Buzz alla riscossa”, 1999
(grafica 3d di Jan Koudela | courtesy: TheToyZone)
Capitan Uncino, da “Peter Pan”, 1953
(grafica 3d di Jan Koudela | courtesy: TheToyZone)
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