Vedo Gente: gli oggetti diventano volti nel nuovo libriccino di Anna Quinz

Era il 18 aprile quando Anna Quinz — direttrice creativa, giornalista, copywriter e co-fondatrice dell’agenzia di comunicazione e casa editrice bolzanina franzLAB — iniziò a postare sul suo account Instagram una serie di volti realizzati con oggetti trovati in casa. Un modo come un altro per non impazzire durante la quarantena (o forse per dimostrare un po’ di indulgenza verso il proprio lato folle), probabilmente la perfetta quadratura del cerchio per una con la mania per il collezionismo quale è Anna.

La prima foto, costruita con cialde del caffè, una sigaretta e un piattino bianco Schönuber Franchi a dare un’aria di gioioso squilibrio, era in realtà il ritratto di Primo, solo che Anna non lo sapeva ancora. Il nome e la storia di quel personaggio sono arrivate dopo, quando di ritratti-fatti-di-cose, raggruppati dentro all’hashtag #VEDOGENTE, se n’erano accumulati ormai molti.

Anna Quinz, “VEDO GENTE”, franzLAB, collana Cento, luglio 2020 (foto: Frizzifrizzi)

L’11 maggio la vulcanica signora Quinz mi scrisse: «ho deciso di passare al livello successivo e scrivere una piccola storia per ogni faccia. Poi, con la mia socia, Kunigunde Weissenegger, abbiamo pensato di farne un librino pieno di storie e facce di gente che non esiste. Volti fatti di oggetti domestici più o meno preziosi e storie che si focalizzano sulle piccole manie quotidiane, le abitudini e le ossessioni che mi sono immaginata potessero avere questi compagni della quarantena».
Poche settimane fa “il librino” è uscito. Si intitola VEDO GENTE ed è il primo volume di una nuova collana di franzLAB che si chiama Cento perché la tiratura fissa è appunto di cento copie numerate e firmate.

I protagonisti di VEDO GENTE sono Agnese, Arturo, Attilio, Biagio, Brando, Elio, Ennio, Fosco, Gemma, Italo, Lina, Luigia, Milo, Ottavia, Primo, Prisca, Quinto, Regina, Rita e Ugo. Hanno occhi di piattini e tazzine, orecchini e bottoni; hanno nasi fatti con pennellini, bricchi, spille, posate, cotton fioc, e bocche di pettine o di biscotto, di ciondolo o di cetriolino. Oggetti nuovi e antichi, temporanei o pieni di storia, che informano in maniera sottile le vicende degli inanimati compagni di quarantena di Anna.

Pensato come divertissement, il libro è accompagnato da una piccola introduzione opera del sottoscritto. Ne sono rimaste poche copie da acquistare. Chi volesse farlo, può mandare una mail ad [email protected].

Anna Quinz, “VEDO GENTE”, franzLAB, collana Cento, luglio 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Anna Quinz, “VEDO GENTE”, franzLAB, collana Cento, luglio 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Anna Quinz, “VEDO GENTE”, franzLAB, collana Cento, luglio 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Anna Quinz, “VEDO GENTE”, franzLAB, collana Cento, luglio 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Anna Quinz, “VEDO GENTE”, franzLAB, collana Cento, luglio 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Anna Quinz, “VEDO GENTE”, franzLAB, collana Cento, luglio 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Anna Quinz, “VEDO GENTE”, franzLAB, collana Cento, luglio 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Anna Quinz, “VEDO GENTE”, franzLAB, collana Cento, luglio 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Anna Quinz, “VEDO GENTE”, franzLAB, collana Cento, luglio 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Anna Quinz, “VEDO GENTE”, franzLAB, collana Cento, luglio 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Anna Quinz, “VEDO GENTE”, franzLAB, collana Cento, luglio 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Anna Quinz, “VEDO GENTE”, franzLAB, collana Cento, luglio 2020 (foto: Frizzifrizzi)
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