Di pietre preziose e giochi di luce: l’account Instagram di Salanitro

L’imperativo per ogni azienda, dalla più piccola alla più grande, dal negozietto di vicinato ai colossi multinazionali, negli ultimi anni è stato quello di aprire un account Instagram. Non starò qui a spiegarne i motivi — basta una breve ricerca su Google, «perché aprire account Instagram aziendale» per essere sommersi da consigli, alcuni centrati e intelligenti, altri assolutamente fuori dal mondo — ma è interessante evidenziare due problematiche cruciali che alcune attività si trovano a dover affrontare subito dopo aver ottenuto il proprio @nomemarchio, e cioè: cosa postare? E come?

Non tutto è “instagrammabile” e, anche quando lo è, non è detto che sia semplice fare un buon lavoro.
Faccio un esempio concreto, con nomi e cognomi. Azienda reale: Salanitro; problema reale: il passaggio da B2B (Business-to-business) a B2C (Business-to-customer), quindi la necessità di raggiungere, con la propria comunicazione, il cliente finale; soluzione reale: la direzione creativa di Laura Fele.

(foto: Jagoda Wisniewska | art direction e styling: Laura Fele | courtesy: Laura Fele)
(foto: Jagoda Wisniewska | art direction e styling: Laura Fele | courtesy: Laura Fele)

Fondata in Svizzera nel 1990, Salanitro è un società svizzera che ha sede a Ginevra e si occupa dell’incastonatura di pietre preziose sugli orologi di lusso.
Lavorando per alcuni tra i più grandi e prestigiosi marchi a livello mondiale, l’azienda — ecco la difficoltà di instagrammare — non può mostrare il proprio prodotto finito.

Nel 2019, con la decisione di allargare il mercato anche ad altri clienti, Salanitro ha ingaggiato l’agenzia B-SMAC, anche questa di base in Svizzera, che ha a sua volta chiamato Laura Fele nel ruolo di direttrice creativa.
«Mi sono occupata di dare una rinfrescata al logo e brand identity, ridisegnare il sito (che di recente è stato premiato con un Gold Indigo Award proprio per il design) e creare una direzione creativa per le nuove foto. Queste ultime sono state la sfida. L’azienda è una fabbrica, niente di particolarmente glamour da mostrare. Ma sopratutto, come far vedere il proprio lavoro se non si possono esibire i risultati?», mi ha spiegato Fele via mail.

(foto: Jagoda Wisniewska | art direction e styling: Laura Fele | courtesy: Laura Fele)

Appena trentenne, nata in Sardegna ma volata a Milano quando aveva solo 19 anni, Laura Fele ha studiato Progettazione artistica per l’impresa presso l’Accademia di Brera e poi ha preso un master in Product design alla Domus Academy. Dopo aver lavorato un paio d’anni per Matteo Ragni, è stata assunta da un’agenzia svizzera di comunicazione e advertisting, per poi tornare in Italia e fondare il proprio studio, Guadalupe SRLS — «un’agenzia di creative direction e comunicazione, ma essenzialmente un one-woman show gestito da me, in collaborazione con un gruppo di amici e colleghi passati, tutti freelancer specializzati in diversi campi, web design, social media, marketing, fotografia», racconta.
Da Milano, l’anno scorso Fele si è trasferita a New York per qualche mese, e da marzo 2020 vive a Londra, dove lavora come direttrice creativa per CPRESS, un marchio di succhi estratti a freddo, e dove ha appena fondato, insieme a Salvatore Mandrà e a Michele Sala, The Move Collective.

(foto: Jagoda Wisniewska | art direction e styling: Laura Fele | courtesy: Laura Fele)
(foto: Jagoda Wisniewska | art direction e styling: Laura Fele | courtesy: Laura Fele)
(foto: Jagoda Wisniewska | art direction e styling: Laura Fele | courtesy: Laura Fele)

Torniamo a Salanitro e al “problema”: cosa e come mostrare.
«Ho deciso di attingere al mondo mistico delle pietre preziose», dice Fele, «e presentare il quotidiano di Salanitro attraverso delle lenti colorate. Il primo servizio fotografico è stato diretto da me, che mi sono anche occupata dello styling, con la fotografa polacca Jagoda Wisniewska. Nei giorni di shooting giravamo per la fabbrica con un mega carrello di props, scarti di pellicole, gelatine, plexiglass, vetri. Abbiamo praticamente creato dei filtri alla vecchia maniera e mostrato Salanitro sotto una luce nuova. Ho poi ideato il tag #SeeItInANewLight per far vedere Salanitro, che faceva la sua prima apparizione su Instagram, sotto una nuova luce».

Da quel momento, una volta creato l’immaginario e impostato lo stile, Fele ha continuato su quella strada, aggiustando, “limando” e collaborando — sempre come art director e stylist — con un altro artista dell’obiettivo, il fotografo di moda Damien Ropero, autore degli ultimi scatti — «più puliti e meno “psichedelici”» — che da giugno 2020 appaiono sull’account di Salanitro.

Tra pietre scintillanti, colori magici, specchi, lenti, giochi di luce, gli studiatissimi still life, accompagnati dalle didascalie di Iris Boisseau, sono una gioia per gli occhi di chi segue all’account @salanitro_ch.
Per Laura Fele — e per l’azienda — missione compiuta.

(foto: Damien Ropero | art direction e styling: Laura Fele | courtesy: Laura Fele)
(foto: Damien Ropero | art direction e styling: Laura Fele | courtesy: Laura Fele)
(foto: Damien Ropero | art direction e styling: Laura Fele | courtesy: Laura Fele)
(foto: Damien Ropero | art direction e styling: Laura Fele | courtesy: Laura Fele)
(foto: Damien Ropero | art direction e styling: Laura Fele | courtesy: Laura Fele)
(foto: Damien Ropero | art direction e styling: Laura Fele | courtesy: Laura Fele)
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