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Il Segno della tua voce in un gioiello

intervista a Chiara Pierangeli, fondatrice di THESIGN

Gli oggetti che definiamo belli sono versioni delle persone che amiamo.

Alain de Botton, “Architettura e felicità”, Guanda, 2006.

Sono sempre stata affascinata dagli oggetti e sono una grande amante dai gioielli, ma ho sempre avuto un problema: dopo un po’ che li indosso non subisco più il loro fascino e non ricordo più perché mi piacevano così tanto, fino a che non ho scoperto THESIGN, un brand del tutto italiano e al femminile che crea gioielli utilizzando come “segno” le onde sonore che la tua voce genera in un messaggio registrato.

Così ho cominciato a pensare: se dovessi dire delle cose ad una persona importante per me, che cosa le direi? Oppure, quali parole mi piacerebbe portare per me? E di chi?
Domande arrivate in un momento in cui essere distanti è di vitale importanza. L’idea di avere con sé una voce o il suo simbolo è qualcosa di evocativo, direi essenziale, che ci riporta alle cose importanti: non dimenticare chi siamo, non sentirci soli, ricordare le persone che amiamo.

Ho approfittato di questo momento per fare delle domande anche a Chiara Pierangeli, designer del brand, e capire un po’ come ha avuto l’intuizione di un gioiello messaggero.


Ciao Chiara, ho letto sul sito che il tuo progetto è nato in piccolo, partendo dalla tua tesi di laurea; come ti è venuta l’idea per la creazione di questo gioiello così personalizzabile, da quale spunto sei partita e come è avvenuto tutto il processo di realizzazione?

Nel 2014 iniziai a scrivere la tesi, che doveva portarmi a conseguire la laurea in Design del Prodotto. Avevo scelto un professore che mi ispirava, uno di quelli che non ti impongono le loro idee senza darti possibilità di ribattere, uno di quelli più propensi al dibattuto e alla condivisione.
Insieme abbiamo scelto il mio campo di “azione”: i gioielli e i monili in generale. Avevo già dato un esame sviluppando gioielli con quel professore, non pensavo che sarebbe stato difficile come ambito, e invece, dopo aver impiegato sei mesi per la stesura della tesi teorica caddi nell’oblio della tela bianca, non avevo idee, studiare per mesi i metodi di lavorazione dei gioielli, i materiali e le pietre preziose mi aveva portato a una tabula rasa di idee, o meglio nessuna idee che fosse degna di una laurea di design!

Ero disperata anche perché mi presentavo alla tesi con la media di 110, avevo cioè la possibilità di non discuterla ma in quanto affetta da sindrome della “secchiona” avevo comunicato ai docenti che l’avrei discussa.
Dovevo trovare il modo di sviluppare un gioiello unico, che non esisteva e che poteva stupire per il suo progetto/forma (design). Un giorno uscendo dall’università ho visto un’insegna pubblicitaria, era di un corso di Sound Design e sullo sfondo c’era il disegno di uno spettro di frequenza. Ecco la scintilla!

Cosa esiste di più personale e unico della voce di ogni individuo? Avevo trovato la mia idea di gioiello, la mia idea di monile, unico, prezioso e personale. Da qui il progetto THESIGN (il segno).
Trovo infatti che THESIGN, anche in assenza del materiale nobile di cui è composto, possa essere identificato da ognuno di noi come Gioiello. Proprio per via del suo forte valore simbolico, che acquista una dimensione narrativa, le sue forme aprono la porta a storie, situazioni, pensieri, riflessioni che si rivolgono a noi singolarmente, conquistandoci.

(foto: Giuliana Massaro per Frizzifrizzi)
(foto: Giuliana Massaro per Frizzifrizzi)
(foto: Giuliana Massaro per Frizzifrizzi)

Micro imprenditorialità al femminile: chi sono le donne che ti aiutano nel lavoro? Parlaci un po’ di loro.

È un’azienda unipersonale creata grazie alla professionalità di più ragazze, tutte donne che collaborano con me anche ora: art director, copywriter, graphic, infuencer. Per lo più sono amiche, parenti e amiche di amici, ma ci sono anche ragazze trovate grazie ai gruppi Facebook, che dopo aver letto dell’idea mi hanno contattato e hanno deciso di darmi consigli e suggerimenti.
Ad esempio le ragazze con cui ho realizzato l’ultimo servizio fotografico sono modelle di professione, che hanno deciso di aiutarmi perché gli è piaciuta l’idea.

Se fosse una frase di 3 secondi, per te, quale sceglieresti?

La frase che sceglierei per me è la voce di mia mamma, scomparsa nel 2011. Aveva 40 anni.
La voce è uno di quei ricordi che perdi nel tempo, che ti sembra di ricordare ma se risenti in un vecchio film dici: «cavolo non me la ricordavo così», e che mi farebbe piacere l’dea di averla sempre con me.

Ti scrivo in un momento particolare, stiamo affrontando tutti l’emergenza coronavirus, restiamo a casa e troviamo modi per continuare a lavorare e vivere nonostante la situazione.
Come passi il tuo tempo? A cosa ti stai dedicando in questo periodo?

In questo periodo stiamo lavorando intensamente su più fronti: sito, piano editoriale e grafiche. Potremmo dedicarci maggior tempo ma sono anche grafica, quindi lavoro 8 ore come dipendente e tutto il tempo che rimane, comprese le notti e i fine settimana, sviluppiamo e ci dedichiamo a THESIGN.

La realizzazione del gioiello inizia con la modellazione e stampa dell’onda vocale tramite programmi di progettazione grafica.
Successivamente con l’ausilio di una stampante 3D si realizza un modello in cera, che non è altro che una riproduzione perfetta del ciondolo finale. Poi il processo di realizzazione continua in fonderia, dove, con il metodo di fusione a cera persa, viene creato il gioiello vero e proprio.
Nello stampo viene quindi fatto colare il metallo fuso scelto per realizzare il gioiello (bronzo, argento o oro). Una volta solidificato, viene rotto lo stampo in gesso e liberato il ciondolo.

(foto: Giuliana Massaro per Frizzifrizzi)
(foto: Giuliana Massaro per Frizzifrizzi)
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