L’invasione delle microplastiche negli scatti di Sweet Sneak Studio

Non vorrei peggiorare le cose in un periodo non propriamente roseo, ma tutte le volte in cui ci indigniamo per l’ennesima foto cruenta di un animale morto il cui contenuto interno era principalmente composto da rifiuti di plastica, dovremmo inserire nella lista delle vittime anche noi, intesi come genere umano. Secondo alcuni studi, difatti, ogni settimana ognuno di noi ingerisce una quantità di microplastiche pari al peso di una carta di credito. Certo, non ci ficchiamo giù per la gola posate, tappi o altro, ma una carta di credito non mi sembra poca cosa. A questo punto per arginare il panico generato dall’immagine di una tessera di plastica all’interno del nostro stomaco, posso rincuorarvi dicendovi che almeno non sappiamo quanti danni provochiamo alla nostra salute, e che abbiamo una mezza idea da dove provengano. 

Per riuscire però a renderci meglio conto della loro presenza meglio affidarsi a rappresentazioni visive, come l’ultimo progetto fotografico dello studio danese Sweet Sneak, dal titolo The Microplastic Photo Series.

(courtesy: Sweet Sneak)
(courtesy: Sweet Sneak)

Negli scatti realizzati da Morten Bentzon, il gruppo di creativi prende otto alimenti nei quali è più probabile incontrare microplastiche e, per aiutarci a visualizzarle, meglio le rende completamente protagoniste. La schiuma della birra diventa polistirolo, una semplice bottiglia d’acqua si riempie di ciò che siamo abituati ahimè a vedere nei nostri mari, il sushi che ci piace consumare durante cene o aperitivi con gli amici è ora avvolto da strati di cellophane. Insomma, roba da farci passare la fame.

Lo scopo è che, una volta ottenuta l’indignazione dell’osservatore, si possa finalmente spingere al cambiamento. Se è questo che rischiamo di mandar giù, anche se non lo vediamo ad occhio nudo nella realtà, sarebbe forse il caso di pensare ad un piano prima che gli studi sui danni sul nostro corpo ci mettano il carico da dodici. Non so voi, ma piuttosto che doverla ingerire, preferirei rinunciare volentieri alla plastica.

(courtesy: Sweet Sneak)
(courtesy: Sweet Sneak)
(courtesy: Sweet Sneak)
(courtesy: Sweet Sneak)
(courtesy: Sweet Sneak)
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