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Conversations from Calais, i racconti che non conosciamo tra migranti e volontari

Ho scritto e cancellato numerosissime bozze di mail che avrei voluto spedire a una lunga lista di ONG. Lo scopo era quello di rendermi disponibile, dare una mano, dire di contare anche me quando avrebbero avuto bisogno di volontari per arginare la crisi migratoria in cui siamo dentro da anni. Il coraggio di trasformare le bozze in veri invii non c’è mai stato, forse perché sottovaluto la mia fragile psiche, forse perché non mi sento all’altezza. Ma leggo approfondimenti, cerco informazioni, ho incubi per diverse notti dopo aver visto alcuni video. 

Per questo motivo è stato bello sapere che c’era un progetto che poteva aiutarmi a sentirmi meno impotente e conoscere le storie di chi viaggia per sopravvivere. Conversations from Calais nasce in Inghilterra da un’idea di Mathilda dopo la sua esperienza come volontaria — quella che le ha fatto venire una gran rabbia, tornata a casa, per come i media rappresentano gli immigrati — e non fa altro che raccogliere gli scambi semplici e intimi che avvengono tra volontari e migranti nel campo di Calais, quell’ibrido tra limbo e purgatorio in cui si trovano migliaia di persone.

(fonte: conversationsfromcalais.com)
(fonte: conversationsfromcalais.com)
(fonte: conversationsfromcalais.com)

Sul sito ci sono raccolte da stampare in francese, italiano, spagnolo, portoghese e altre lingue e — se ne manca qualcuna — è ben accetto un aiuto. Il passo successivo è leggerle, metabolizzarle e stamparle. Quando diventano inchiostro su carta, meritano di essere lette da altri, di fermare le persone mentre camminano con il pilota automatico per strada andando verso case calde e sicure, di essere appese ovunque. Non è un’utopia, il loro profilo Instagram dimostra bene tutte le superfici già occupate, che appartengono già a cinque continenti diversi.

Se un tema ci sta a cuore, si tratta solo di trovare il modo per rimboccarsi le maniche. Per questo progetto, oltre alle maniche, vi serve solo una stampante, della carta, una città, un muro e dell’empatia.

(fonte: conversationsfromcalais.com)
(fonte: conversationsfromcalais.com)
(fonte: conversationsfromcalais.com)
(fonte: conversationsfromcalais.com)
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