La bellezza delle letture infantili negli scatti di Ellen Cantor

Quando ero bambina e ancora inesperta nel leggere, esisteva nel mio piccolo mondo solo un libro, piuttosto spesso, con una copertina blu di pelle, un piccolo nastro dorato come segnalibro, caratteri piccolissimi alternati ad illustrazioni in bianco o nero: era una vecchissima edizione delle Fiabe dei fratelli Grimm. Ogni pomeriggio, dopo una lunga dormita, entravo nel salotto di casa di mia nonna, lo cercavo tra gli innumerevoli libri e glielo portavo per farmi condurre da lei alla scoperta di una nuova storia. Ho trascorso giornate in castelli lussuosi, in piccoli villaggi e in boschi, tra contadini, principi, regine e personaggi che mi mettevano paura, per poi dover riprendere consapevolezza di essere sprofondata nella bellezza di quei viaggi letterari e tra i cuscini del divano.

Arrivata all’età giusta in cui la lettura era diventata un’attività che svolgevo anche da sola, era mia nonna a farmi scoprire libri diversi con meravigliose illustrazioni, da Jack London a Carlo Collodi dai miti greci a quelli nordici, sempre accompagnati dalle sue dediche.

(courtesy: Ellen Cantor)
(courtesy: Ellen Cantor)

Data la mia storia era inevitabile che la serie fotografica, Prior Pleasures, di Ellen Cantor mi attirasse come una calamita piena di ricordi: con la tecnica dell’esposizione multipla, la fotografa americana riesce a ricreare in una sola immagine l’attività dello sfogliare un libro, un’azione che poteva durare pochi minuti o un pomeriggio intero. Non le servono infatti più scatti per riportarci al momento in cui abbiamo sfogliato per la prima volta, o anche l’ennesima, L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, a quando ci siamo fermati per controllare che l’immagine che c’eravamo creati nella nostra mente combaciasse con quella delle illustrazioni. Non serve nemmeno specificare un momento del tempo perchè immergersi in un libro è sempre stato sinonimo di perderne qualsiasi concezione.

Mia nonna, nata negli anni ’30, avrebbe storto il naso, preferendo la versione in “carta e ossa” nostri passatempi preferiti, io invece sono grata ad Ellen per avermi dato un modo in più per ricordarla.

(courtesy: Ellen Cantor)
(courtesy: Ellen Cantor)
(courtesy: Ellen Cantor)
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(courtesy: Ellen Cantor)
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