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Odeon Relics: un libro dedicato agli edifici Art Déco della vecchia catena di cinema Odeon

I cinema Odeon sono ovunque. C’è un Odeon a Milano, ce n’è uno a Roma, uno Genova; c’è qui a Bologna; ce ne sono a Firenze, Pisa, Vicenza, Catania; c’era a Torino. La maggior parte di noi l’ha sempre pronunciato Òdeon ma in realtà sarebbe Odèon perché prende il nome dall’omonimo, piccolo teatro che nella Grecia antica ospitava concorsi e rappresentazioni di musica e poesia.

Nel Regno Unito, invece, le cose stanno diversamente. Lì Odeon è una vera e propria catena di sale cinematografiche, nata negli anni ’30 dall’idea di un uomo d’affari di origine ebraico-ungherese, Oscar Deutsch, che aprì il suo primo cinema nel 1928 e in una manciata di anni riempì il paese di sale, arrivando a oltre 140 poco più di un decennio dopo.

Gli Odeon di Deutsch erano accomunati dal nome — che ovviamente si riferiva al teatro greco ma che venne furbamente trasformato in acronimo: Oscar Deutsch Entertains Our Nation — e da uno stile architettonico molto riconoscibile, d’impronta Art Déco, tanto che negli anni ’30 e ’40 erano tra gli edifici più interessanti dell’intero Regno Unito. Venne anche commissionato a un giovane fotografo — John Maltby, che sarebbe poi diventato uno dei più grandi fotografi d’architettura dell’epoca — il compito di fotografarli tutti.

Philip Butler, “Odeon Relics”, 2019 (courtesy: Philip Butler)

Oggi, purtroppo, alcuni di quegli edifici sono stati demoliti, altri riconvertiti a usi differenti (negozi, banche, ristoranti), ma quelli che rimangono sono diventati i protagonisti di Odeon Relics, progetto del fotografo Philip Butler.

Specializzato nella riscoperta dell’architettura britannica degli anni ’30 e stimolato dalle foto originali di Maltby, Butler ha deciso di andare a rintracciare tutte le sale rimaste ancora in piedi.
Nel 2017, dopo aver fatto ricerche e aver compilato una lista con i luoghi da visitare, Butler si è messo in viaggio e il risultato è un libro che ora è in fase di raccolta fondi sulla piattaforma Kickstarter.

Philip Butler, “Odeon Relics”, 2019 (courtesy: Philip Butler)

In 144 pagine il libro raccoglie i 52 edifici Odeon esistenti, ciascuno accompagnato da una piccola scheda con informazioni e storia, mentre a offrire un quadro completo sull’epopea dei cinema Odeon c’è un’introduzione a cura del giornalista e critico d’architettura Jason Sayer, con alcune delle vecchie foto di Maltby che hanno ispirato il progetto.

Odeon Relics per ora si può soltanto pre-ordinare partecipando alla campagna di crowdfunding, ma a partire da ottobre 2019 si potrà regolarmente acquistare online e nelle migliori librerie.

Philip Butler, “Odeon Relics”, 2019 (courtesy: Philip Butler)
Philip Butler, “Odeon Relics”, 2019 (courtesy: Philip Butler)
Philip Butler, “Odeon Relics”, 2019 (courtesy: Philip Butler)
Philip Butler, “Odeon Relics”, 2019 (courtesy: Philip Butler)
Philip Butler, “Odeon Relics”, 2019 (courtesy: Philip Butler)
Philip Butler, “Odeon Relics”, 2019 (courtesy: Philip Butler)
Philip Butler, “Odeon Relics”, 2019 (courtesy: Philip Butler)
Philip Butler, “Odeon Relics”, 2019 (courtesy: Philip Butler)
Philip Butler, “Odeon Relics”, 2019 (courtesy: Philip Butler)
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