Design Around the World: una serie di interviste per scoprire le comunità di designer solitamente “fuori dai radar”

Dalla Nuova Zelanda lasciata fuori dalle mappe alla celebre copertina del New Yorker sulla quale il grande Saul Steinberg ironicamente mostrava il mondo visto dalla 9ª Avenue, la nostra percezione del mondo è indubbiamente distorta e influenzata da mille pregiudizi di tipo culturale e politico, che relegano ai margini della narrazione collettiva tutti quei paesi sui quali i riflettori si accendono solo in seguito a catastrofi naturali, attentati, colpi di stato, incidenti aerei o fenomeni pop che appaiono e scompaiono sulle sezioni acchiappaclick dei siti di informazione.

Questo succede anche nel panorama dell’industria creativa: nonostante la potenziale capacità di scoprire, come mai prima d’ora, ciò che di interessante si stia muovendo in ogni singola parte del mondo, raramente i nostri radar si spingono oltre il Nord America, l’Europa Occidentale, il Giappone, l’Australia e, più di rado, la Cina e l’Europa dell’Est. Il resto è per lo più un magma invisibile, dal quale solo di tanto in tanto esce fuori qualche nome, che però appare sui tracciati solo quando comincia a lavorare nei grandi centri culturali come Londra, Parigi, New York o San Francisco.

(fonte: vanschneider.com)

Ben consapevole di questo, il designer tedesco Tobias Van Schneider ha lanciato, un paio di anni fa, il progetto Design Around the World, che si sviluppa attraverso una serie di interviste ad alcuni studi creativi che, appunto, operano in quelli che da noi vengono considerati come territori “di periferia”: dal Pakistan alla Thailandia, dalla Nigeria all’Iran, dalle Filippine all’Armenia, dalla Giordania alla Malaysia, passando anche per aree già più conosciute come Brasile, Hong Kong, Corea del Sud, Cina, Messico e Israele.

Le domande che Van Schneider pone sono molto stimolanti, e vanno a toccare non solo il lavoro e i percorsi personali degli intervistati, ma indagano anche le caratteristiche delle scene creative locali, le loro storie, le problematicità, le potenzialità.

Design Around the World non è l’unica serie di contenuti che vale la pena di andare a scoprire sul sito di Van Schneider, che con una piccola squadra di collaboratori porta avanti Desk, un blog che produce anche un podcast e altre tre serie di articoli: una dedicata alla vita da freelance, una su come lavorare in alcuni tra i più importanti studi/aziende e, infine, una su come trasferirsi a New York (nato in Germania, cresciuto in Austria e per anni di base a Stoccolma, Tobias Van Schneider ha recentemente aperto il suo studio nella Grande Mela).

(fonte: vanschneider.com)
(fonte: vanschneider.com)

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