Save the date | Simulacra. Bestiari, demoni e altre ombre

(courtesy: Librimmaginari)

Dato che, per la fede religiosa, Dio ha creato ogni cosa che c’è nel mondo, gli esseri che lo abitano, compresi i più spaventosi, hanno tutti un significato. Come i libri sono fatti di parole così il libro della natura, opera divina, è “scritto” attraverso il linguaggio delle creature che lo popolano, un linguaggio simbolico. Le creature sono il simulacro di qualcos’altro. Rappresentano le virtù e le debolezze, incarnano insegnamenti morali, il loro comportamento e le loro caratteristiche fisiche si traducono in considerazioni su cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Non a caso, nei bestiari medievali e nei disegni dei marginalia dei testi sacri, è tutto un fiorire di animali compositi — la chimera, la manticora, il basilisco, l’ippogrifo — perché così, dopotutto, funziona spesso anche il linguaggio: mettendo insieme elementi.
Le immagini, dunque, “parlano”, e mettono in comunicazione l’esperienza fisica del mondo con quella metafisica.

Simone Rea, “Il teatro degli animali”
(courtesy: Librimmaginari)

Nel suo fondamentale (perlomeno per chi si interessa di arte antica, manoscritti, simbolismo e animali fantastici) Bestiari del medioevo, lo storico e antropologo francese Michel Pastoureau spiega che «a differenza di quanto generalmente si creda, gli uomini del Medioevo sapevano osservare assai bene la fauna e la flora, ma non pensavano affatto che ciò avesse un rapporto con il sapere, né che potesse condurre alla verità. Quest’ultima non rientra nel campo della fisica, ma della metafisica: il reale è una cosa, il vero un’altra, diversa. Allo stesso modo, artisti e illustratori sarebbero stati perfettamente in grado di raffigurare gli animali in maniera realistica, eppure iniziarono a farlo solo al termine del Medioevo. Dal loro punto di vista, infatti, le rappresentazioni convenzionali — quelle che si vedono nei bestiari miniati — erano più importanti e veritiere di quelle naturalistiche. Per la cultura medievale, preciso non significa vero».

Il “vocabolario” visivo, per gli artisti, i letterati e gli uomini di religione che hanno scelto di adoperare quel sistema di segni, è sterminato. Tutte le culture hanno prodotto mostri — nel senso più vero del termine, quello di “creatura mitologica o fantastica il cui aspetto suscita spavento o stupore” — e questi, già di per sé ibridi, si sono a loro volta mescolati, prendendo frammenti di leggende e pezzi anatomici da altri luoghi e altri tempi, come ha dimostrato Jurgis Baltrušaitis nel suo Il Medioevo fantastico: antichità ed esotismi nell’arte gotica (altro testo indispensabile, anche solo per poter apprezzare l’illustrazione qua sopra in maniera ancora più profonda).

Simone Rea, “La città di Campanella”
(courtesy: Librimmaginari)

Un sistema che ha attraversato i millenni e funziona ancora oggi, dal fantasy alla letteratura per l’infanzia e agli albi illustrati, come dimostra una bella esposizione organizzata da Librimmaginari, un progetto nato nel 2010 e focalizzato sulla promozione del libro illustrato attraverso mostre, incontri, letture e laboratori, curato da Marco Trulli e Marcella Brancaforte, e portato avanti da Arci Viterbo in collaborazione con il Comune di Viterbo.

Trulli e Brancaforte (lui è un operatore culturale e curatore, lei è illustratrice, docente e direttore artistico di Librimmaginari) hanno invitato sette tra artisti e studi creativi — Mariachiara di Giorgio, Anke Feuchtenberger, Eva Gerd, Simone Rea, Stefano Ricci, Studio Fludd e tuta — per indagare, attraverso le loro opere, il tema del bestiario come simulacro.

Mariachiara Di Giorgio, “Uno come Antonio”, 2018
(courtesy: Librimmaginari)

«Dall’esoterismo fino alla narrazione per l’infanzia, l’essere mostruoso ritorna assumendo diversi significati, incarnando talvolta virtù o incutendo terrore. La creazione di un mondo fantastico, rappresentato dagli artisti in una sorta di bestiario, con elementi di riferimento che partono dai codici miniati medievali ed arrivano al Manuale di zoologia fantastica di Borges, ai suoi animali immaginari coniugando il fascino per il mondo ferino e le storie mitiche ad esso connesse. Il bestiario fantastico è, insieme, un excursus letterario e un archivio di animali immaginari, messo al mondo dai sette artisti invitati da Librimmaginari», spiegano i due curatori.

[cbtabs][cbtab title=”INFO”]Simulacra. Bestiari, demoni e altre ombre

QUANDO: 14 dicembre 2018 — 5 gennaio 2019
OPENING: 14 dicembre | 17,00
DOVE: Spazio Arci Biancovolta | via delle Piagge 23, Viterbo
INFO: Facebook | arciviterbo.it[/cbtab][cbtab title=”MAPPA”][/cbtab][/cbtabs]

(courtesy: Librimmaginari)
Stefano Ricci, “Eccoli”, 2016
(courtesy: Librimmaginari)
Eva Gerd, “Like a small cloud”
(courtesy: Librimmaginari)
Studio Fludd, “Varia et comparata”, 2014
(courtesy: Librimmaginari)
tuta, “Physiologus” (dettaglio murales), 2018
(courtesy: Librimmaginari)

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